Siamo troppo esposti 2

La storia è di ieri. L’account Twitter della Associated Press, hackerato per l’occasione, pubblica un tweet su un attacco alla Casa Bianca e sul ferimento del presidente Obama.

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La reazione della Borsa di New York, pur in assenza di altre fonti e nonostante la rapida smentita, è immediata, e provoca un crollo dell’indice Dow Jones di pochi minuti, visibile in questo grafico.

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Che riflessioni impone un evento del genere? L’amara constatazione che il nostro sistema mediatico ed economico, così per com’è concepito e per come si è evoluto con l’informatizzazione, è fragile ed esposto ad attacchi di ogni genere.

Social Media

Nel mondo dell’informatica professionale vi è sempre stata una forte distinzione tra due mercati: il retail, destinato ai consumatori finali, e il business, dedicato alle aziende o ai professionisti. Un’applicazione retail ha un costo più abbordabile, caratteristiche meno “estreme”, un supporto meno “presente”, in generale elementi di sicurezza e affidabilità meno auto-consistenti. Un’applicazione business, d’altro canto, offre molte più garanzie, un supporto continuo (a volte anche H24), ma dei costi molto elevati.

L’avvento di Internet ha cambiato le carte in tavola in questa divisione, in particolare i social media. Tutti usano i social, gli utenti finali così come i professionisti e le aziende, ma in quasi tutti i casi si tratta di web application ancora molto ingenue e scarne dal punto di vista dei controlli di sicurezza ICT, e della vulnerabilità delle rispettive infrastrutture.

E’ tuttora molto semplice hackerare degli account, rubare identità, creare dei fake (su Twitter è pieno)…è un altro dei nodi spinosi legati al tema dell’inaffidabilità della Rete. Come possiamo usare questi strumenti per la nostra informazione (e considerarli importanti al punto da influenzare l’elezione del Presidente della Repubblica) se il percorso di ricezione delle news è un sentiero minato dalle bufale?

Finanza online 

Allo stesso modo, la nostra infrastruttura economica corre quotidianamente sul filo del rischio, ogni giorno. Le aziende, i loro prodotti, le persone che vi lavorano, sono sul piatto della speculazione finanziaria in Borsa, con tutte le variabili del caso. Specie in situazioni come quella accaduta ieri. Perché è indubbio che qualcuno ha guadagnato da quel crollo, qualcuno che in quel momento ha acquistato, ovviamente…ma in molti ci hanno perso. Parecchio.

Possiamo permetterci di essere così esposti?

2 thoughts on “Siamo troppo esposti

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