L’utente sostenitore sarà il futuro dei giornali online? 4

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Ho letto con molto interesse e curiosità il nuovo lancio di sottoscrizione promosso venerdì scorso da Peter Gomez per ilfattoquotidiano.it. Nessun abbonamento canonico (esiste già, sia per la versione cartacea che per quella digitale), assolutamente nessun paywall (il sito resterà rigorosamente gratuito), ma una forma di utente sostenitore, così com’è stato definito dallo stesso direttore.

Ci troviamo in una fase molto delicata, per le testate giornalistiche, e per i quotidiani in particolare. Com’è emerso al recente Festival Internazionale del Giornalismo, i conti non tornano e anche i Big del Paese (Corriere e Repubblica) si stanno muovendo verso qualche formula di revenue alternativa ed integrativa di quelle già esistenti, tuttavia la paura di perdere lettori a causa di qualche balzello di troppo è forte (l’esempio spagnolo di El Pais è illuminante, in tal senso), quindi tutti si muovono con estrema cautela e con formule sperimentali che si possono facilmente ritirare in caso di riscontro negativo.

Non c’è dubbio che il grande successo de Il Fatto Quotidiano sia nato principalmente in Rete. Trattandosi di una testata giovanissima (l’approdo in edicola è del settembre 2009) era più facile iniziare subito con un piede innovativo, non esisteva alcun vincolo con “vecchi lettori” da tenere soddisfatti. La versione web del giornale, diretta da Gomez, ha fatto incetta di premi negli ultimi anni, soprattutto ha sdoganato la formula del “blog d’autore” in Italia, portando il formato dell’Huff Post in Italia prima del Gruppo Editoriale L’Espresso: blogger autorevoli e non pagati che commentano sulla spalla sinistra del sito le notizie riportate sul resto della homepage. Tutti gli altri (i Big tradizionali, ma anche i nativi digitali) si sono poi accodati su questa formula, che ha permesso al progetto diretto (e in parte finanziato) da Antonio Padellaro e Marco Travaglio di contenere e ottimizzare i costi.

Nonostante tutto, non è facile emergere con un progetto editoriale in un’era di transizione mediatica come questa. Citando un brano dello stesso Gomez, apprendiamo che

Quest’anno, se andrà bene, ilfattoquotidiano.it chiuderà 800.000 euro sotto il punto di pareggio. Che raggiungerà, forse, solo nel 2014.

Ecco spiegata l’iniziativa dell’utente sostenitore.

Perché l’utente sostenitore può essere un successo

Bisogna calare l’iniziativa nel contesto: ilfattoquotidiano.it ha un’utenza giovane, partecipe, in larga parte nativa digitale, con un’impostazione ideologica chiaramente di sinistra ma non imbrigliata in logiche di partito o di bandiera, molto sensibile ai temi della giustizia, degli abusi di potere e della società civile. Basta vedere l’altissimo numero di commenti che la maggior parte dei post d’autore e non raccolgono giorno dopo giorno.

In questo senso, chiedere ai lettori una cifra quasi “simbolica” (€ 3,99 al mese) per offrire una partecipazione ancor più attiva (riunioni di redazione in streaming, votare le idee per nuovi articoli ed inchieste…) può trovare numerosi adepti che hanno da tempo sposato battaglie ed impostazione di un giornale che è divenuto un simbolo anche per la sua rinuncia a forme statali di finanziamento diretto o indiretto.

Perché non basterà

Tutto molto bello, ma questa forma di finanziamento potrà risultare decisiva e sufficiente per “spiccare il grande salto” (parole dello stesso Gomez), e raggiungere Corriere.it e Repubblica.it? Ovviamente no. Senza citare le solite questioni sui mezzi a disposizione, semplicemente il gap tra le versioni Web rispecchia fedelmente quello tra le versioni cartacee.

Basta presentare un po’ di numeri (presi dall’Accertamento Diffusione Stampa, ADS), per rendersene conto. Nella versione cartacea, Il Fatto Quotidiano viaggia attualmente attorno alle 50mila copie vendute, in trend complessivamente negativo rispetto ai primi anni (in particolare al periodo della battaglia contro il Lodo Alfano, 2010), un dato che rispecchia la generale flessione della circolazione della stampa.

Le cose vanno però maluccio anche per il dato delle vendite digitali (versioni per tablet), dove il giornale appare ben distaccato dalla vetta.

vendite-digitali

Che dire del sito Web? I dati raccolti dall’Audiweb confermano l’ampio gap

Brand Utenti unici Pagine viste (.000) Tempo per utente (mm:ss)
La Repubblica 1.631.247 13.445   06:27
Corriere della Sera 1.415.444 11.428   06:07
La Gazzetta dello Sport 710.801 4.579   04:31
La Stampa.it 596.865 3.050   03:55
Blogo.it 557.237 1.915   02:06
Il Sole 24 ORE 450.753 2.194   03:52
ANSA 410.182 2.364   04:10
Quotidiano.net 400.588 1.762   02:47
Il Fatto Quotidiano 398.708 1.400   04:00

In sintesi, va bene puntare in alto, ma occhio ad avere solide spalle ed ambizioni commisurate alle reali possibilità, altrimenti si rischia di bruciarsi le ali…l’esempio di Pubblico del fuoriuscito Luca Telese, fallito in tre mesi, è altrettanto illuminante.

L’utente sostenitore potrà rappresentare una (piccola) parte dei finanziamenti de ilfattoquotidiano.it, ma andranno pensate delle forme di pagamento più incentrate sulla spiccata autorialità e qualità dei pezzi del sito Web, tenendo presente che difficilmente si potranno comunque raggiungere il livello quantitativo dei Big, che riescono a gonfiare i loro dati anche grazie alla “famigerata” colonna leggera sulla destra (il boxino morboso).

Appunti

Tra le varie indicazioni emerse nell’articolo di Gomez, questa mi ha fatto pensare un po’

abbiamo preparato un piano per l’integrazione tra i colleghi delle redazioni carta e web de Il Fatto Quotidiano (che continueranno però ad avere direzioni separate) 

Ecco, questa mi sembra una scelta che non va molto di pari passo con l’attuale trend, e che potrebbe tra l’altro portare benefici in termini di costi di gestione.

Tra le possibilità fornite dall’abbonamento vi è inoltre quella di attingere all’archivio degli articoli del giornale cartaceo, sette giorni dopo la pubblicazione. Non un grandissimo incentivo, se pensiamo che l’Archivio Storico del Corriere della Sera (dal 1992 in poi) è disponibile dal giorno successivo, gratuitamente, pur con tutti i limiti di leggibilità nella maldestra trasposizione da carta a web.

4 thoughts on “L’utente sostenitore sarà il futuro dei giornali online?

  1. Reply Chiara Bassi Mag 6,2013 10:35

    Articolo interessante, una sorta di crowdfunding che si appoggia sulla fidelity. Anche noi, col nostro quasi magazine, abbiamo avviato una raccolta di crowdfunding su Produzioni dal Basso per diventare una vera rivista online.
    Sarebbe bellissimo nascere grazie al consenso dei propri utenti che sono stati circa 1800 in circa due mesi di attività. Se ognuno di loro donasse 5,00€, saremmo oltre il traguardo che abbiamo.
    Siamo appena agli inizi, facci un bell’inboccaallupo!
    Chiara

  2. Pingback: Il Fatto Quotidiano | classicistranieri.com

  3. Pingback: Reinventare il giornalismo #ijf15 - Enrico Giammarco

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