Little Tony e il crepuscolo di un’epoca

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Non potevo esimermi dallo scrivere un post sulla scomparsa di Little Tony. Non per motivi musicali, da nativo della cosiddetta “Generazione Bim Bum Bam” (fine anni ’70 – primi anni ’80) non potevo apprezzarlo da quel punto di vista. Era invece il cantante preferito di mia madre da ragazza (“perché era bello”), pertanto ho sempre avuto un rapporto di curiosità nei suo confronti, e nei confronti del periodo in cui è stato più celebrato.

Little Tony ha sempre rappresentato, ai miei occhi, gli anni Sessanta. I favolosi anni Sessanta, come vengono sempre ricordati. Antonio Ciacci (il suo vero nome) era strettamente legato a quel decennio, perché a differenza di altri interpreti dell’epoca (vedi Morandi o Celentano) non era riuscito a perpetuare il successo anche nei lustri successivi. Un altro artista che ha conosciuto una simile evoluzione è Bobby Solo, non a caso amico/rivale di Tony.

La carriera di Tony si è dunque proiettata nel declino (anni Settanta) e successivamente nella moda revival, sancita da trasmissioni a tema e “supergruppi” formati con i coetanei, dal sapore sanremese e dai contesti di sagra paesana. Va comunque sottolineato come l’artista sammarinese abbia sempre portato avanti i suoi impegni con una professionalità impeccabile, una grande dignità e una genuinità manifesta. Si vedeva, insomma, che Tony era una brava persona, dai modi ma anche dalla discrezione della sua vita privata.

Con la sua morte è un po’ come se fosse morta una parte importante degli Anni Sessanta, che restano comunque sempre lì, a ricordarci quant’erano belli (per chi li ha vissuti) e quanto siano indecifrabili (per chi li ha solo sentiti raccontare, come me). Le persone idealizzano il passato? Forse, ma ho sentito poche lodi per gli Anni Settanta, e voglio proprio vedere chi avrà il coraggio, fra qualche anno, di omettere il clima di rabbia e disincanto sociale che sta pervadendo e tranciando quest’epoca.

Voglio chiudere il post con un bel video di Little Tony in azione, da Canzonissima del ’72, mentre si esibisce cantando la mia preferita del suo repertorio, “La spada nel cuore” scritta da Carlo Donida con testo di Mogol:

httpv://www.youtube.com/watch?v=GPxrmrEk9d8

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