Giovanni Allevi, Beethoven e la giustificazione dell’ignoranza 4

Musica: Allevi,Beethoven mancava di ritmo, Jovanotti ce l'ha

“A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata…” (Franco Battiato, Bandiera Bianca, 1981)

E’ possibile fare una polemica al giorno? Sì, se vengono diffuse delle dichiarazioni “da titolo” come quelle rilasciate l’altro giorno dal pianista Giovanni Allevi al Giffoni Film Festival.

Lasciate perdere gli “strilli” dei webzine e blog di turno: Allevi non ha detto che Jovanotti è meglio di Beethoven, si tratterebbe di un giudizio semplicistico anche per una persona musicalmente a digiuno, figuriamoci per quello che è un pianista classico, anche se da sempre flirta con il pop.

Trascurate anche i tentativi di arrampicata fatti da chi ha tentato un confronto impossibile tra il concetto di “ritmo” nella musica classica e quello nei brani scritti dal autore de “L’ombelico del mondo”: sono degli esercizi di stile un po’ puerili di chi ama tenere il punto senza leggere la frase nel suo contesto.

Quello che posso rimproverare ad Allevi è il partire da una premessa discutibile ma non assurda (“la musica classica è priva di ritmo”) per arrivare ad una conclusione lapalissiana (“I giovani preferiscono la musica leggera a quella classica”). Un sillogismo che non sta in piedi, perché dà per scontato un presupposto, che i giovani ascoltino (o abbiano mai ascoltato) dei brani di musica classica.

In un’epoca dove si tende a mediare l’impegno culturale dell’individuo sulla base di una semplificazione tecnologica (dalla Treccani a Wikipedia, tanto per intenderci), quante possibilità ci sono che un adolescente (o addirittura un bambino) si possa imbattere in una delle sinfonie di Beethoven, e che l’ascolti per intero? Poche, pochissime chance in assenza di un imprinting famigliare, che diventano nulle se i modelli mediatici che potrebbero suscitare curiosità o interesse con il loro messaggio, preferiscono la frase “furba” e ammiccante verso un partner musicale piuttosto che sfruttare la propria visibilità per gettare un cono di luce su una nicchia fin troppo dimenticata dal grande pubblico.

Quale ragazzino, dopo quelle frasi, sarebbe motivato ad ascoltare un po’ di musica classica? E’ come se Allevi gli avesse detto: “La musica classica? Lascia stare, non fa per te…”, ed è un messaggio gravissimo, perché rappresenta un’implicita giustificazione dell’ignoranza agli occhi di una generazione che si dimostra già di suo pigra. Non siamo forse il Paese che sta pensando di riabbassare l’età dell’obbligo scolastico a 14 anni, come riportato dall’amico Raffaele Pizzari nel suo blog?

E’ un’asticella che si abbassa di giorno in giorno, e con essa il cielo delle nostre prospettive…

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4 thoughts on “Giovanni Allevi, Beethoven e la giustificazione dell’ignoranza

  1. Reply Giuseppe D'Elia Lug 25,2013 10:13

    Comprendo il tuo pensiero, ma è anche vero che molti giovani non hanno ascoltato musica “classica” … finché non è arrivato Allevi! 😉

    • Reply Enrico Giammarco Lug 25,2013 10:15

      Giuseppe, pensi che con quella dichiarazione un 10-15enne possa avvicinarsi alla musica classica?

  2. Reply sydanga Ago 6,2013 10:38

    Tanti ragazzi prima di ascoltare il Concerto per violino e orchestra di Giovanni Allevi non avevano mai ascoltato un concerto per violino e orchestra.
    Giovanni Allevi non solo è riuscito a farglielo ascoltare, ma probabilmente, avendo spesso dichiarato di averlo composto cercando di superare la bellezza del Concerto per violino di Tchaikovsky, forse li ha anche incuriositi ad ascoltare altri Concerti per violino per fare un paragone con il suo…
    Oggi fortunatamente la musica classica è a portata di mano come non mai, basta andare su youtube per ascoltare qualsiasi cosa, anche registrazioni che una volta erano rare ed introvabili.
    Quindi ben venga Allevi che ha creato interesse intorno alla Musica classica ed ha riportato in auge la figura del Compositore, che si era relegata al Pop ed alla musica da film… 😀

  3. Reply Gabriel Mar 5,2014 19:54

    Io sono un amante della musica definita classica (in realtà la definizione più corretta sarebbe “musica colta” e non classica) e personalmente non apprezzo allevi.
    Comunque sono grato a lui per aver fatto si che le nuove generazioni si interessino a Mozart, Beethoven, Strauss, Verdi, Rossini, Vivaldi etc…
    Ma non basta! Far resuscitare la musica dell’800 secondo me non sarebbe una cattiva idea.
    E dopo che la musica “classica” non abbia il ritmo è una totale sciocchezza, un pretesto stupido e falso inventato negli anni per evitare la così detta musica classica. Si pensi a Rossini che aveva un ritmo brillante o ai famosi (e con ragione)valzer di Strauss, a quel ritmo in un 3/4 ternario.
    La parola ritmo in effetti è stata storpiata nell’immaginario popolare poiché il ritmo non è altro che UNA SUCCESSIONE DI EVENTI SONICI CON INERENTI DURATE ED EVENTUALI PAUSE INTERVALLATE NEL DOMINIO DEL TEMPO e non una batteria.

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