Addio, neutralità della Rete? 1

neutralità-rete

In queste settimane si è forse dato poco risalto a quello che potrebbe rappresentare un punto di snodo fondamentale nell’annosa querelle che vede coinvolti gli operatori di network e le Internet company: domani 11 Settembre (data fin troppo simbolica), verrà presentato dal commissario europeo Neelie Kroes il nuovo pacchetto di disposizioni sulle telecomunicazioni. Tanti temi caldi in ballo, ma tiene banco su tutti la questione della net neutrality che, secondo le indiscrezioni trapelate, potrebbe portare ad un definitivo sbilanciamento a favore dei operatori TLC.

La proposta

Nei giorni passati è stata pubblicata quella che sarebbe la bozza del documento prodotto dalla Commissione. L’attenzione di tutti si è spostata sull’articolo 20, dove viene riconosciuta agli operatori la libertà di dare priorità (e far pagare di più) ad un dato insieme di servizi:

In order to enable the same end, provision of specialised services to end-users providers of
content, applications and services and providers of electronic communications to the public
shall be free to agreeenter into agreements with each other on the treatment of to transmit the
related data volumes or on the transmission of traffic as specialised services with a defined
quality of service or dedicated capacity so long as the provision of such specialised services
does not substantially impair the quality of internet access services.

Cosa comportano questi specialised services sul resto dei servizi di base che un ISP (Internet Service Provider) dovrebbe fornire? Il testo non chiarisce nulla, se non specificando che questi servizi con una capacità dedicata non dovranno influenzare il resto dei pacchetti di accesso alla Rete. Una definizione assai generica, dato che nel resto della bozza non si trova traccia di uno dei concetti fondamentali per la net neutrality, ovvero l’obbligo della fornitura dei servizi Internet a best effort, con tariffa-base.

Le possibili conseguenze

Appare evidente, come si evince anche da questo interessante post di Innocenzo Genna, che se un testo del genere dovesse essere approvato dal Parlamento Europeo, esso garantirebbe una gran libertà agli Internet vendor di poter creare, a loro discrezione, dei tariffari differenziati a seconda dei servizi forniti (social, streaming multimediali, news, ecc…), e causerebbe un gran danno a due soggetti:

  • Le Internet company, che si troverebbero “sotto ricatto” degli operatori TLC, quasi obbligate a trovare delle partnership (e a pagare) per non veder finire i propri servizi nel carnet di quelli a tariffa elevata. Se una soluzione del genere è applicabile a Big come Google, Facebook, Amazon, cosa ne sarà delle aziende più piccole?
  • Gli utenti finali. Non sono così ingenuo da affermare che allo stato attuale esistano pari opportunità di accesso alla Rete, visto che le differenti condizioni economiche e il digital divide così largamente presenti anche in paesi appartenenti al G8 come l’Italia non consentono un ottimismo del genere. Tuttavia, un testo simile porterebbe ad una più marcata discriminazione tra utenti di serie A e utenti di serie B. Altro che net neutrality, si minerebbero le fondamenta democratiche che hanno sempre contraddistinto la filosofia della Rete…

Il retroscena

Come dicevo nell’apertura del post, la questione tra gli operatori e le Internet Company è un nervo scoperto da molti anni. I margini operativi sempre più ridotti per i gestori della Rete, contrapposti ai guadagni multi-miliardari di chi fornisce servizi web-based hanno portato molti operatori TLC a riunirsi in un consorzio chiamato ETICS (“Economics and Technologies for Inter-Carrier Services”), composto da giganti del settore come Alcatel-Lucent, BT, Telefonica, Deutsche Telekom, Telenor e Orange, oltre a enti universitari come il Politecnico di Milano. Come riporta il sito “La Quadrature du Net”, la maggior parte del budget del consorzio è stato fornito (8 milioni di euro) proprio dall’UE, quindi dai cittadini europei…

ETICS ha prodotto svariata documentazione, tra cui una pubblicazione finale nella quale si fa riferimento a sopraggiunti limiti di finanziamento da Internet, che potrebbero avere come conseguenza un rallentamento, se non un arresto, degli investimenti innovativi da parte degli ISP sul potenziamento della Rete. Motivazioni discutibili, in quanto è più probabile che la creazione di una cartello tariffario degli operatori possa portare alla non necessità di investire in innovazione per aumentare la competitività sul mercato. Non è passata inosservata una certa assonanza concettuale tra gli “Assured Quality Services” della ETICS e gli “specialised services” della bozza della Kroes…

La battaglia per il futuro della Rete è aperta…

Vuoi ricevere i post via email?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.
Rispetterò la tua privacy

One comment on “Addio, neutralità della Rete?

  1. Pingback: La net neutrality è già storia ← Enrico Giammarco

Lascia un Commento