Facebook acquista WhatsApp, messaggistica o social?

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Facebook compra Whatsapp. Prima o poi sarebbe accaduto che qualche Big di Internet si sarebbe preso WhatsApp. Una delle principali (se non LA principale) applicazione di messaggistica istantanea del mondo mobile. Diciamola tutta, per quanto potesse ancora accrescere la propria base-utenti (qualche mese fa aveva superato i 27 miliardi di messaggi giornalieri), l’ambito di business era piuttosto limitato, e avrebbe previsto, nel lungo termine, un’evoluzione di prodotto (varie features d’interazione, o giù di lì) oppure, appunto, un’acquisizione.

Fossi in Brian Acton e Jan Koun sarei molto contento di aver venduto l’azienda a Mark Zuckerberg per un’operazione complessiva di 19 miliardi di dollari: 4 in cash subito, 12 in azioni entro sei mesi, più altri 3 riservati ai fondatori e ai dipendenti che verranno traghettati nella nuova avventura. Una cifra enorme, che solleva le solite perplessità e polemiche su un sistema che appare gonfiato, una “bolla” destinata ad esplodere, prima o poi. Per questo motivo, la vendita appariva ancor più inevitabile: perché rifiutare e tenersi un progetto che non farà MAI quelle revenue che ti vengono offerte?

Per quanto riguarda il futuro di WhatsApp, credo che sarà differente da quello di Instagram, che sta continuando a crescere in maniera parallela e indipendente rispetto a Facebook. WhatsApp è un’applicazione che rappresenta una vera e propria concorrente del Messenger di Menlo Park, ed un’integrazione non sembra affatto un’ipotesi peregrina. La mossa, ancorché esosa, si configura anche come una rincorsa di Facebook verso il pubblico più giovane che, come è noto, sta abbandonando i social network per “rifugiarsi” (al riparo da genitori e persone adulte in generale) nelle app di messaggistica. E’ anche l’ennesimo tassello di Facebook nel mondo mobile.

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