Bonatti e la coerenza

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Walter Bonatti è stato un personaggio dall’indiscutibile fascino e carisma. Scalatore e alpinista di fama mondiale, ha visto il suo nome legato ad un paio di episodi tragici e controversi quali la conquista del K2 e la scalata del Monte Bianco, che lo hanno segnato umanamente allontanandolo dalla montagna.

Coerente fino in fondo con il desiderio di far emergere la verità e riportare luce sul proprio nome, nella seconda parte della sua vita Bonatti ha lavorato come collaboratore della rivista Epoca, viaggiando in giro per il mondo nel ruolo di esploratore, fotografo e narratore.

Questo periodo, durato quasi quindici anni, è al centro della mostra “Walter Bonatti. Nei grandi spazi.”, in corso al Palazzo della Ragione Fotografia di Milano. L’ampio ed equilibrato percorso espositivo, composto da foto e testi dello scalatore, qualche cimelio e alcuni contributi audio-video, consente al visitatore di avvicinarsi correttamente al Bonatti-pensiero.

Un uomo che non è sceso a compromessi, ha mantenuto eretto il busto e coerenti le proprie idee, ha pagato con un lungo ostracismo, e dopo cinquant’anni ha visto riconosciute le proprie ragioni.

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