Net Neutrality, la vittoria di Obama

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Finalmente una buona notizia: l’FCC (Federal Communications Commission) ha approvato una serie di regole a tutela della net neutrality, che mai come negli ultimi tempi era stata a rischio. Decisivo il cambio di rotta da parte del presidente della commissione, Tom Wheeler, che ha fatto pendere l’ago della bilancia (tre voti contro due) dalla parte dei garantisti.

In questa maniera si certifica che tutti gli operatori, a cominciare dai network provider, sono tenuti ad erogare il servizio Internet a parità di condizioni verso qualsiasi fruitore. Non esistono, e non devono esistere, discriminazioni o corsie preferenziali, come quelle che si erano palesate sotto le affascinanti spoglie dei giganti della Rete, le grandi Aziende della web economy come Amazon, Google o Facebook che avrebbero potuto (voluto) stringere delle partnership con le corporate TLC per pagarsi l’alta velocità alle spese degli utenti e a discapito dei concorrenti.

Internet viene dunque equiparato a qualsiasi bene di prima necessità (acqua, luce, gas), e il mercato dei servizi online resta un luogo dalle condizioni iniziali eque. Non c’è che dire, sul lungo termine si tratta di una delle più importanti vittorie di Barack Obama, che ha fortemente voluto l’attuale stato delle cose, condizione necessaria, anche se non sufficiente, per una reale democrazia della Rete.

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