Apple, dall’innovazione al lusso

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Rimango sempre basito di come la Apple riesca ancora a smuovere una grande (e in larga parte spontanea) attesa mediatica dei suoi eventi e presentazioni. La mia sorpresa deriva dal fatto che, spesso e volentieri, si tratta di novità in larga parte preannunciate, con tanto di foto e schede tecniche leaked, o presunte tali.

Anche per questo Spring Forward è successo così, tutti si attendevano l’Apple Watch e sono stati abbondantemente ripagati. Avevo già preannunciato le perplessità con cui descrivevo questo prodotto, e non posso che confermarle. Questo smartwatch non si differenzia troppo dai device già immessi nel mercato dalla concorrenza, e ne adotta la stessa concezione, quella di estensione delle funzionalità dello smartphone (ovviamente iPhone). Nonostante gli sforzi della casa di Cupertino per dotare l’orologio di app interessanti, soprattutto nell’ambito biometrico, i prezzi proposti sono comunque fin troppo elevati per giustificarne l’acquisto. Oltretutto Tim Cook e soci si producono in scelte a dir poco discutibili, come creare una versione Sport dello smartwatch e non renderla resistente all’acqua…

Anche il nuovo MacBook, che si chiamerà così e affiancherà le preesistenti linee Pro e Air, pur avendo ricevuto commenti entusiastici da vari influencer di settore, assomiglia più ad un giocattolino estetico che ad un prodotto solido, dalle reali applicazioni e dalla potenziale longevità. Sottile, leggero e dalla batteria duratura, ma anche con uno schermo piccolo (12 pollici), un processore dalla potenza irrisoria e alcune scelte (una sola porta…) che sembrano rinnegare gli ottimi compromessi raggiunti con i modelli precedenti. Senza contare la pletora di accessori e adattatori “nati” con lo scopo di porre rimedio ai limiti di cui sopra. Tutti prodotti brandizzati dal marchio della mela e dai costi proibitivi, ovviamente.

Una serie di uscite “molta forma, poca sostanza” che segnano oramai una costante nella strategia di Apple. Sono finiti da un pezzo i tempi della leadership innovativa, sono iniziati da un po’ quelli del lusso dichiarato. Dispositivi prodotti in edizioni limitate, un numero infinito di personalizzazioni, prezzi folli che non spaventano gli acquirenti, sono tutti fattori che danno l’idea del potere apparentemente imperituro del brand creato da Steve Jobs. Sono anni che Apple non sorprende più, proseguendo con poca inventiva su dei solchi già tracciati dal proprio guru. Chissà cosa penserebbe della direzione presa, proprio lui che era un fautore di un listino prodotti essenziale, con pochissime varianti?

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