Matisse, tra arte e stile

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Ho avuto il piacere di visitare l’inaugurazione della mostra “Matisse. Arabesque”, ospitata alle Scuderie del Quirinale fino al 21 Giugno. Si tratta di un percorso filologicamente interessante, perché scava nelle origini dell’artista francese, divenuto pittore soltanto per circostanze fortuite.

Henri Matisse è un pittore che poco ha a che fare con i trend avanguardisti e post-impressionisti dei suoi contemporanei, la sua ricerca figurativa non riguarda la destrutturazione della forma, quanto la decorazione come schema compositivo delle opere nella costruzione di uno stile trasversale.

Le fonti d’ispirazione di Matisse risiedono nel vicino Oriente (Marocco, Turchia, ma anche Africa Centrale e Russia), e le occasioni d’influenza si concretizzano nei numerosi viaggi dell’artista. Il percorso della mostra è ben bilanciato nel mostrare numerosi esempi tessili accanto a schizzi e quadri di Matisse, alcuni per la prima volta in Italia. Il richiamo all’arte decorativa araba e primitiva è evidente. Non è casuale, inoltre, che l’artista si sia prestato anche nel disegno di costumi per opere teatrali, anch’essi presenti nella mostra. Lo stile che trascende il mezzo di comunicazione.

Nonostante lo spazio espositivo notoriamente esiguo, è da elogiare la buona distribuzione delle opere, che evitano il solito effetto di “calca” attorno ai quadri. La mostra val bene una visita sia perché stiamo parlando di uno dei giganti della pittura moderna, sia perché il percorso culturale trattato è interessante e non banale. Sarebbe stata assai gradita la presenza di didascalie più corpose.

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