#Varoufake, dov’è la verità? 1

Ha assunto toni (tragi)comici la vicenda del dito medio contro la Germania sollevato dal ministro greco Yanis Varoufakis in un intervento del 2013, quando non aveva ancora incarichi istituzionali. Nell’era di Internet, dove la necessità è sempre più quella di verificare le fonti e cautelarsi dalla bufale, questo episodio racchiude dentro tutte le contraddizioni e le storture a cui si può andare incontro.

Ma andiamo con ordine. Domenica scorsa, durante un’intervista concessa alla Tv tedesca ARD, viene mostrato il video incriminato.

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Il politico ellenico ha negato in diretta la veridicità del video, tweettando poi un paio di prove a sostegno: un’intervista ad uno degli organizzatori del convegno, e il video dell’intero intervento.

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Più che sulla falsità della ripresa, la difesa di Varoufakis è incentrata sull’aver estrapolato frasi (e gesto) da un contesto che non era quello inteso (malignamente) dalla stampa tedesca. La sua, difatti, era solo l’ipotesi di rispondere con un dito medio alla politica economica tedesca, non di farlo effettivamente contro il popolo teutonico. Un’argomentazione scivolosa, quindi, che non l’ha di certo esulato da polemiche ed imbarazzi anche di stampo politico, rinfocolando una tensione tra Paesi e differenti visioni dell’Unione Europea.

Ieri, poi, il colpo di scena. Jan Boehnemann, conduttore della trasmissione satirica “Neo Magazine Royal”, ha annunciato, in un “making of”, un finto documentario estremamente ben fatto, di aver manipolato il video. Il dito medio era un fake! Quindi Varoufakis aveva ragione! Complotto tedesco per screditare il nuovo governo greco! L’hashtag #varoufake diventa quindi virale, e tutti i media “ufficiali” vanno dietro a questa notizia, e lo stesso Varoufakis la cavalca, chiedendo su Twitter le scuse al conduttore tedesco che lo aveva intervistato domenica.

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Solo la Bild va controcorrente, confermando che il dito era vero.

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E’ lo stesso Boehnemann a chiudere (?) la querelle, confessando di aver realizzato un falso video di editing: un fake del fake, quindi.

Cosa ci insegna questo “caso”?

  • La notizia è sempre meno legata all’autorevolezza e alla veridicità: nonostante fosse una bufala (o no?), il falso fake ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, generando raffiche di opinioni. Sono tutte da cancellare perché basate su di uno scherzo?
  • Nessuno è immune dalle bufale, specie se vengono diffuse da organi autorevoli come testate nazionali.
  • Nessuno crede più ai politici. Quanti sono rimasti delusi e sorpresi dal fake? Varoufakis continuava (e continua tuttora) a proclamare la propria innocenza, ma nessuno gli dava peso.

Siamo sicuri che non vi saranno altre smentite? Io non ci metterei il dito…la mano sul fuoco.

One comment on “#Varoufake, dov’è la verità?

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