Una nuova via per la connettività

banda larga

La notizia che è trapelata ieri tramite Repubblica è una vera e propria bomba, capace di modificare drasticamente lo scenario digitale italiano.

Il Governo sembrerebbe intenzionato ad affidare ad Enel la gestione dell’infrastruttura per la banda ultra-larga. L’azienda, controllata dallo Stato con maggioranza relativa, garantirebbe il completamento del passaggio dal doppino di rame alla fibra ottica in tre anni, permettendo al nostro Paese di centrare gli obiettivi fissati dall’Agenzia Digitale Europea, ovvero almeno il 50% della popolazione accederà a 100 Mega.

Presa con tutte le cautele del caso (sarà vera oppure un bluff nell’annoso braccio di ferro con gli operatori?), si tratta di una mossa che cambia tutte le carte in tavola per i seguenti motivi:

  • Motivo tecnico: mentre fino ad ora si era sempre parlato di una gestione transitoria tra vecchio e nuovo, affidarsi ad un nuovo gestore implica un cambiamento più radicale. In sintesi: addio, doppino di rame. Sfruttare la pre-esistente rete elettrica consentirebbe inoltre di raggiungere località dove non è ancora presente la ADSL, azzerando il digital divide tecnologico di cui è ancora afflitto il nostro Paese.
  • Motivo politico-economico: a differenza di Telecom Italia, totalmente privatizzata, Enel è una controllata dallo Stato. Si tornerebbe ad una situazione normalizzata, dove il pubblico controlla la fornitura dei servizi essenziali, come acqua, energia elettrica e gas. Anche Internet lo è, da qualche anno, e il mondo politico ne ha preso atto, inserendo il concetto in una dichiarazione d’intenti.
  • Motivo concorrenziale: Enel sottoscriverebbe un accordo per il quale s’impegna a non entrare nel mercato. Non avrebbe dunque il ruolo duplice (e quindi dominante) che sta attualmente avendo Telecom Italia, sia gestore che vendor di offerta TLC. Il mercato sarebbe equamente concorrenziale.

Al netto delle questioni da discutere più in profondità (net neutrality, ma anche gestione dei dati di traffico), ritengo questo approccio condivisibile, perlomeno il più sensato date le condizioni al contorno, e auspico che il Governo percorra questa strada fino in fondo, senza svoltare su pressione di qualche lobby.

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