Se calano gli ebook è un problema, non la risposta

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Gli ebook non piacciono a tutti. Sono atterrati in una nicchia di mercato più restia al cambiamento rispetto ai musica e film, e sono ora in pericolo. Ho scritto più volte sul tema carta/digitale (qui e qui, ad esempio), e quel che ne emerge è una panoramica ben delineata dal pezzo pubblicato qualche giorno fa da Matthew Ingram su Fortune. Ingram ha voluto rispondere a un articolo del NYT che, sulla base di alcuni dati pubblicati dalla Association of American Publishers, l’associazione degli editori americani, ha decretato come i libri cartacei siano ancora la parte più consistente del mercato editoriale, e come la share degli ebook non sia più cresciuta nell’ultimo anno, attestandosi sul 20%. I primi mesi del 2015 segnerebbero addirittura un calo.

E’ un segnale positivo? No. E’ un segnale positivo per i libri cartacei? Nemmeno.

Il fattore prezzi

Ci avrete fatto caso anche voi, navigando nello sterminato catalogo di Amazon. Gli ebook editi dalle case editrici di provenienza “tradizionale” non costano poco, affatto. E non si tratta di un fenomeno solo italiano legato alla questione-IVA, accade anche negli USA. E’ una politica degli editori, quello di tenere i prezzi degli ebook alti. Una politica atta a difendere il “fortino” del mercato cartaceo, con molti player (stampatori, distributori, professionisti di vario genere…) che sarebbero a rischio nel processo di digitalizzazione. Ma anche gli editori hanno il loro interesse a mantenere un mercato che dipenda dal loro lavoro di selezione, promozione e intermediazione generale.

Il fattore self-publishing

Oltretutto, i dati della AAP non tengono conto dei numeri messi assieme dal fenomeno del self-publishing, che è il vero paradigma della rivoluzione digitale, il fulcro della disintermediazione. Sempre più autori preferiscono la via dell’autopubblicazione e dell’autopromozione, spinti anche dalla nascita di piattaforme come Kindle Unlimited, lo Spotify degli ebook. I prezzi di queste pubblicazioni sono decisamente più bassi (pochi euro), e invogliano gli utenti all’acquisto.

Il fattore entertainment

Però il mercato resta quello. Il comparto editoriale, nel suo complesso, non sta crescendo e mantiene a fatica la posizione. Il fatto che la quota dei libri cartacei resti la stessa rispetto alla quota degli ebook ci dice molto di un mondo che patisce la competitività nell’attenzione dell’utente, inflazionato dall’offerta multimediale via TV, internet e videogames. E’ sempre più difficile trovare il tempo per un libro, perché la nostra quotidianità è infarcita di mille altri input, quasi tutti interagenti, quasi tutti distraenti.

Il mondo dei libri non vuole rinnovarsi, e un mondo che non si rinnova è destinato a perire.

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