Un bonus per tutti

Conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri

L’azione politica di Matteo Renzi, fin dai tempi della sua ascesa (locale, poi nazionale) è stata caratterizzata dai seguenti pilastri:

  • Semplificazione
  • Velocità
  • Soluzionismo

Questi tre, sommati, rappresentano in toto la cifra stilistica del renzismo. Non confondeteli con alcuni temi caldi, più simili a delle parole-chiave (keywords), che si sono succeduti nel tempo, e che vengono richiamati o accantonati quando opportuno:

  • Rottamazione
  • Gufi
  • Buona “xyz” (Scuola, Svolta, ecc…)
  • Riforma

I temi sono soltanto degli strumenti asserviti ai pilastri, servono a ribadirli o a giustificarli. La rottamazione è necessaria per ripartire con velocità, la minoranza del proprio partito è composta da gufi che criticano sempre perché incapaci di risolvere qualcosa.

Su questi binari si muove il treno del premier, alimentato da uno storytelling che non ammette negatività così come il giovanilismo di cui si nutre non ammette l’esistenza dei vecchi, perlomeno di facciata (quanti papabili rottamati si sono poi riciclati tra le sue fila?). Se qualcosa va storto, o semplicemente non è in linea con il modo renziano di raccontare l’Italia, non viene proprio menzionato. Come se non esistesse.

I tre pilastri ricorrono in ogni iniziativa di governo, dicevamo. Anche nell’ultima presentata in questi giorni, relativa alla sicurezza e alla cultura. C’è un problema terrorismo, arrivano i soldi. Poco importa se va procrastinata la diminuzione della IRES, quella faceva parte di un altro racconto, già vecchio, già dimenticato. Poco importa se quei due miliardi sono legati al sì alle clausole da parte di Bruxelles, come ha specificato in seguito il ministro dell’economia.

Sono dettagli, quelli su cui Renzi non si sofferma mai. Sono dettagli, quelli che Renzi non mette nelle slide. Lui va veloce, semplifica, trova le soluzioni. Egli dimentica il passato, vive il presente, dipinge il futuro in una maniera rosea ma vaga, come di chi non ci pensa realmente. E tutte le sue soluzioni sono lì a dimostrarlo. Gli 80 euro in busta paga. La possibilità di avere il TFR spalmato in busta paga. Soldi subito, welfare chissà.

E’ la politica dei bonus, che accontenta i profeti del “meglio di niente”, che grida “ricordati di me quando sei alla urne”. In fondo, Renzi non si è ancora mai sottoposto al voto nazionale politico, e sebbene possa beneficiare di uno scenario politico assai favorevole, promettere un bonus di 500 euro ai neo-maggiorenni assomiglia pericolosamente a certe iniziative propagandistiche del Berlusconi dei tempi d’oro.

E’ un altro argomento a favore di chi vede Renzi come un prodotto di vent’anni di berlusconismo e di partiti-azienda, in una situazione politica dove la rappresentanza elettorale è in crisi, dove tutto passa dal leader. Voti subito, consenso chissà.

Vuoi ricevere i post via email?
I post della settimana, ogni venerdì alle 9, più qualche sporadica lettera.
Rispetterò la tua privacy

Lascia un Commento