2015, un anno di post

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Anche il 2015 se ne sta andando. Sono stati dodici mesi intensi per il sottoscritto (ho cambiato casa, ora c’è anche Francesca a sopportarmi), ho piantato alcuni semi che daranno i loro frutti nel 2016. Dedico gli ultimi scampoli dell’anno a una breve rassegna dei post più letti di questo blog (qui trovate la rassegna del 2014).

Otto motivi per restare in Italia – Una risposta irriverente, ma non troppo, all’imperante trend comunicativo della fuga dei cervelli all’estero. Perché questo Paese non è, solo, per vecchi.

La fine di Twitter – Il lento (ma costante) declino del social dell’uccellino, e i motivi che lo stanno portando a diventare irrilevante nel mercato delle piattaforme.

ENI vs Report, i new media e la fine del mediatore – La gestione della crisi da parte di ENI su Twitter è stato uno dei casi di comunicazione dell’anno.

Ti pago in visibilità – Un pezzo che racconta l’enorme difficoltà, nell’editoria ma non solo, nel farsi pagare.

Perché il giornalismo italiano è diventato storytelling – Quella tendenza dei media a raccontare storie piuttosto che i fatti.

Roma fa schifo? – Nell’anno delle dimissioni “forzate” del sindaco Ignazio Marino, la narrazione del degrado che ha preso di mira la Capitale ha raggiunto il suo culmine.

La fine dello scrittore professionista – Sono lontani i tempi in cui si poteva vivere esclusivamente dei propri libri, pochissimi privilegiati, autori di super best-seller, possono ancora permetterselo.

Birdman, l’imprevedibile virtù dell’ignoranza – L’opera di Inarritu è stata una delle pellicole più apprezzate della stagione, ha fatto incetta di premi Oscar e rilanciato la carriera di Michael Keaton.

Il lavoro gratuito è per chi ce l’ha – Il ministro del Lavoro Poletti è stato spesso oggetto di dibattito online per varie dichiarazioni rilasciate. In questo pezzo discuto della sua proposta di far lavorare gratuitamente gli studenti durante le vacanze estive.

Un bonus per tutti  Su una certa tendenza del governo Renzi a risolvere tutto a suon di bonus (e propaganda).

Buon Anno a Tutti!

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