Money Monster

Money Monster recensione

Sono tornato al cinema dopo un’assenza un po’ eccessiva, per i miei canoni. Ma non potevo perdermi il nuovo film di Clooney, qualunque esso fosse (tranquilli, Tomorrowland non l’ho visto neanch’io).

Cos’è – Money Monster è il nuovo film diretto da Jodie Foster, la cui carriera da regista è stata ben più altalenante di quella, negli ultimi anni assai rallentata, di attrice. In un’epoca assai fertile di film sui giochi di borsa e crack economici (The Wolf of Wall Street, La Grande Scommessa e così via), questa pellicola affronta le stesse tematiche sulla sottile linea che separa il thriller dal dramma.

Com’è – Lee Gates (George Clooney) è una star della TV americana, e nella trasmissione da lui condotta Money Monster si occupa di dispensare consigli di Borsa ai suoi spettatori, condendo il tutto con uno stile aggressivo e farsesco, e senza uno straccio di deontologia giornalistica. Dietro le quinte, la regista Patty Fenn (Julia Roberts) dirige la trasmissione ma sta meditando seriamente di abbandonarla, stanca dello stile trash del suo anchorman. Il punto di svolta avviene quando il fattorino Kyle Budwell (Jack O’Donnell) fa irruzione armato in studio durante la trasmissione, barricandosi dentro con Gates e tutta la troupe. Si scopre che Kyle è uno di quelli che ha perso tutti i suoi risparmi dando ascolto ai consigli del presentatore che aveva dato molto credito alle azioni della IBIS, crollate all’improvviso per un glitch dell’algoritmo di trading.

Perché vederloMoney Monster è un film godibile, senza evidenti punti deboli nello snodo narrativo. Le azioni giuste avvengono sempre nel momento giusto, c’è un’inattesa ironia di fondo, ci sono due protagonisti, due star di Hollywood, in buona forma.

Perché non vederlo – Questo film sarebbe potuto uscire negli Anni Novanta, senza colpo ferire. Un po’ perché ha il tono da thriller forzato tipico di quell’epoca, con l’aggiunta di un “cattivo” che cattivo non è, ed è anche un bel po goffo; un po’ perché non c’è un reale desiderio di denuncia, e le motivazioni del gesto da terrorista del fattorino Kyle lasciano indifferente lo spettatore del cinema almeno quanto gli spettatori fittizi di Money Monster. Un po’ infine, perché Clooney e la Roberts erano già delle star negli anni Novanta, e questo film sembra un passo indietro nella carriera di entrambi.

Una battuta – “Ho una pistola, ma non sono io il vero criminale. I criminali sono quelli come lui.”

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