Il mondo editoriale italiano 2

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Venerdì scorso è stato assegnato il Premio Strega 2016

Questo è un racconto di (non) fiction

Tizio è uno scrittore italiano di ottima fama e discreto successo, non un assiduo frequentatore delle top ten di vendita, che quelle sono preda dei soliti Volo e scrittori di fantasy, ma comunque qualcuno che ce l’ha fatta, ha compiuto il salto sognato da molti: da qualche tempo, infatti, è sotto contratto con una delle major, le sorelle che governano il sistema editoriale italiano. Non si sa bene quante siano, le sorelle, perché ogni tanto si uniscono tra di loro. Tizio si ritrova spesso a leggere, su blog e social, le polemiche che vengono sollevate dagli invidiosi, coloro che sono rimasti fuori e pubblicano con editori piccoli, o che addirittura hanno talmente poca autostima da ricorrere al self-publishing (orrore!). Costoro non fanno che ripetere che il sistema editoriale italiano è chiuso e autoreferenziale, peccato che il loro punto di vista sia ottenebrato dalla rabbia di chi non viene selezionato, ovviamente perché privo di talento letterario.

Tizio non sopporta gli invidiosi, nel mondo letterario. Chi non viene selezionato è come la volpe che non arriva all’uva, e che mentre disprezza chi è riuscito, nel frattempo continua a provare con disperazione e ostinazione. Anche a Tizio arrivano per mail molti manoscritti di sedicenti autori emergenti, non ne capisce il motivo, dato che lui è solo uno scrittore. Da molto tempo non risponde più a queste mail, non gli è rimasta neanche la cortesia di dire che avrebbe letto il manoscritto, cosa che in realtà non ha mai fatto. Perché perdere tempo a leggere opere dal valore discutibile, senza averne alcun ritorno? Neanche fosse pagato per scriverne una recensione, neanche quella recensione fosse un modo per aumentare la propria fama. Stroncare un libro “chiacchierato” è sempre un ottimo modo per posizionarsi, per far parlare comunque di sé, per essere accreditato come il ribelle del mondo letterario.

Tizio crede che gli invidiosi abbiano torto. Per le persone talentuose il mondo letterario non è affatto chiuso. Anch’egli ha dovuto soffrire un po’, farsi le ossa scrivendo pezzi in giro per qualche rivista letteraria sparsa in Rete. Ha iniziato così, sul blog di Caio, suo amico d’infanzia, anch’egli scrittore e editor. L’amicizia è una cosa bella, ma non è per quello che Tizio veniva pubblicato. I suoi pezzi erano ben scritti e interessanti, Caio si sarebbe giocato la reputazione a pubblicare contributi di livello inferiore all’ottimo. Quando Caio l’ha presentato a quel dirigente di una delle più importanti case editrici italiane, Tizio non ha ricevuto alcun vantaggio, se non quello di avere un soggetto fatto e finito per il suo primo romanzo. Il resto è stato storia, il romanzo è andato bene, ha avuto recensioni positive sulle riviste letterarie di proprietà del suo editore, sui blog degli scrittori pubblicati del suo editore, tramite vari status social di Caio e degli amici di Caio, incidentalmente anche loro scrittori, giornalisti ed editor di case editrici.

Il talento non è mai casuale, e che il romanzo di Tizio sia veramente speciale lo hanno confermano in molti, nel mondo editoriale italiano, al punto da averlo candidato tra i finalisti del maggiore premio letterario italiano. Per essere candidato bisogna avere almeno un paio di aventi diritto a presentarti, e per Tizio non è stato un problema, visto che Caio e molti degli amici che hanno davvero apprezzato il suo libro hanno diritto di voto per il premio.

Adesso che Tizio è in finale e sotto ai riflettori, oltre ai commenti positivi, su Facebook iniziano ad emergere anche alcuni detrattori. Per esempio c’è Sempronia, una scrittrice/editor nonché critica letteraria, che ha pubblicato almeno un paio di post allusivi e denigranti riguardo il suo stile di scrittura. Perché tanto livore? Tizio è pressoché certo che si tratti d’invidia, Sempronia ha pubblicato un romanzo, lo scorso autunno, ma non ha avuto i suoi stessi riscontri, e nessuno ha pensato di candidarlo per il Premio. Sotto il suo status s’intrecciano numerosi commenti di persone del settore, chi a favore, chi contro. Tizio è un po’ ferito dal leggere certe cose, per fortuna a un certo punto interviene Mevia, che fa notare a Sempronia quanto non sia etico e professionale il suo comportamento: esprimere pubblicamente delle opinioni su delle opere a concorso, proprio lei che figura comunque in giuria! Lo scambio polemico prosegue un po’, Sempronia risponde per le rime, ma dopo un po’ tutto si stempera e ciascuno torna alle proprie faccende.

Le polemiche letterarie su Facebook non sono mai piaciute a Tizio, ma ha un bel ricordo del suo primo incontro con Mevia, che stima molto come scrittrice, editor, critica nonché conduttrice radiofonica. Gliel’aveva presentata Caio, e aveva colto l’occasione per consegnarle una copia del suo libro. Mevia l’aveva accettata con entusiasmo, e gli aveva promesso che l’avrebbe letto subito e poi avrebbero organizzato un’intervista in radio, magari con un reading da parte di qualche attore di teatro off che si esibiva di solito nei locali del Pigneto. Stava lavorando al PC, Mevia, e cancellava decine di mail che aveva ricevuto nei giorni precedenti. “Come se io avessi tempo di leggere e dare pareri…”

2 thoughts on “Il mondo editoriale italiano

  1. Reply Andrea Torti Lug 12,2016 13:26

    Raggiungere la vetta, nel mondo dell’Editoria come in tanti altri, non è certo un obiettivo da poco…

    In ogni caso, al contrario di altri, non sono convinto che il ricorso al self-publishing sia sempre un segno di scarsa autostima – si può vederlo come un’opzione in più, da affiancare al blog.

  2. Pingback: La scuola cattolica - Enrico Giammarco

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