Uno Tsunami contro il consumismo

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E’ possibile trascorrere un’intera esistenza guardando il dito e non la luna? Secondo Roberto Nugnes avviene per molti di noi, talmente avvolti e coinvolti nell’eterna promessa del consumismo da non accorgerci di una vita che ci scorre davanti, infelice, irrisolta, terribile. Tsunami è il nuovo spettacolo a cui ho avuto il piacere di assistere al Teatro Trastevere, e che aggiunge un nuovo capitolo alla lunga sequela di personaggi piccolo-borghesi incattiviti che infarciscono dal Dopoguerra la narrativa scritta e visiva della società culturale italiana.

Abituati alle pellicole di Mario Monicelli, ai personaggi di Alberto Sordi, poco ci sorprendiamo di fronte all’uomo e la donna che calcano il palco, interpretati dagli eccellenti Geremia Longobardo e Federica Flavoni. Ermanno e Ippolita sono una tipica coppia sposata di fine Anni Ottanta, lui scrive mediocri testi comici per la televisione, lei fa la parrucchiera a domicilio, rigorosamente in nero. La luna di miele sembra finita da un pezzo, e i due non fanno altro che scannarsi per ogni piccolezza, come in un film di Carlo Verdone. In una situazione di coppia così nervosa, anche una tranquilla gita al mare può assumere i toni della tragedia, soprattutto se lo stabilimento è pieno e si è costretti a ripiegare su una zozza spiaggia libera. Che succede poi se l’ombra viene rubata dal poeta e pensatore Cristian (Raffaele Risoli), uno che ha idee completamente opposte alle loro? La tragedia si sviluppa sul serio, sotterranea…

L’ambientazione vintage in un’epoca che di recente è spesso oggetto di retrospettive aiuta molto la scrittura nell’intrattenere il pubblico con riferimenti a un immaginario collettivo oramai acquisito ma non del tutto archiviato. L’ingenuità di Ermanno e Ippolita, la loro cieca obbedienza a tutti gli idoli del consumismo (il pagamento a rate, la televisione…) fanno inizialmente sorridere, ma l’atmosfera diviene più cupa alla comparsa di una misteriosa cartomante (Antonia Fama). Gli scheletri nell’armadio comprato a rate da Ermanno e Ippolita emergono tutti. Lei forse vorrebbe un figlio, lui ha continue idee che sembrano anticipare i tempi ma a cui nessuno crede, la veggente li accontenta entrambi ma in realtà li sobilla, fa emergere la loro cattiveria frustrata dall’infelicità. E’ quello il vero Tsunami, la brama di possedere qualcosa (oggetti, successo, status symbol) a prescindere dal merito, a prescindere da tutto.

Tsunami è uno spettacolo importante, dalla scrittura che oscilla sapientemente tra il tono brillante e la raffinata analisi sociale.

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