Che cos’è Facebook

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Quindi anche un Tribunale italiano ha detto la sua sul ruolo che Facebook dovrebbe avere nei confronti dei contenuti pubblicati dagli utenti. Un ruolo, quello di filtro o moderatore, che l’azienda di Mark Zuckerberg non ha mai preso sul serio, ovvero ha seriamente e pubblicamente evitato. In casi di questo tipo Facebook si trincera dietro l’impossibilità di rimuovere l’accesso ai contenuti se non dopo segnalazione delle Autorità competenti. Secondo la tesi dei suoi legali, il social network si comporterebbe dunque come un qualsiasi hosting provider che rimuove dopo denuncia.

E’ possibile che la questione sia così semplice e lineare? No, e la posizione ondivaga di Facebook dimostra quanto il tema sia delicato e quanto necessiti di un approccio innovativo, così come innovativa è stata la portata dei social network all’interno del mondo dei media. Facebook è editore solo quando si tratta di recintare i propri utenti, penalizzando la visibilità dei link esterni o spingendo i media provider a creare contenuti ad hoc per la piattaforma. Facebook non è editore quando si tratta di moderare, ovvero lascia tutto in mano a degli algoritmi automatici di segnalazione che hanno mostrato più volte i propri limiti, essendo legati a un fenomeno bizzarro per cui qualsiasi nudo porta alla censura, mentre le segnalazioni dei contenuti offensivi da parte degli utenti vengono vagliate su basi quantitative (più segnalazioni ci sono, più possibilità si hanno di far rimuovere il contenuto, a prescindere dallo stesso). Ricordate il caso di Napalm Girl di qualche tempo fa?

Trovo assai ipocrita questo continuo scarico di responsabilità civile e sociale da parte di chi non perde mai occasione di dipingere con un profilo filantropico il proprio operato.

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