Cosa mi è piaciuto del 2016

Anche quest’anno si sta per concludere, e chi vedrà l’alba del nuovo potrà finalmente indossare la maglietta ideata da Claudia Vago. Aldilà delle battute (il 2016 ci è sembrato più triste mietitore degli anni precedenti solo per coincidenze generazionali e culturali, come potete leggere qui), il bilancio finale appare assai negativo per quanto concerne la politica nazionale e internazionale: Brexit, un altro governo ha salutato anticipatamente, Donald Trump eletto presidente degli USA, svariati attentati terroristici. In sintesi, un bello schifo.

Per fortuna che c’è la cultura, popolare, di massa, ma anche quella un po’ più elitaria e di nicchia. In questo post racchiudo un po’ di cose belle che ho apprezzato nell’anno solare. Si spazia tra libri, film, serie TV, inchieste, riflessioni. Non è (troppo) autoreferenziale, tranquilli, ci sono molte cose scritte da altri.

Per quanto riguarda le serie TV del 2016, quest’anno ho apprezzato molto il portfolio offerto da Netflix, che ha iniziato a crescere a dismisura anche in Italia: innanzitutto Master of None, per alcuni la versione maschile di Girls in quanto a caratterizzazione dei millenials, poi Unbreakable Kimmy Schmidt, una degna erede di Phoebe Buffay nell’immaginario dei personaggi “fuori”, Stranger Things, fenomeno hipster dell’anno, infine come dimenticare la tanto attesa terza stagione di Black Mirror, finalmente divenuto mainstream? Nel frattempo ho proseguito vecchie passioni come House of Cards e The Americans.

Catapultandoci sui film del 2016, non posso non menzionare The Big Short tra i film-inchiesta di quelli che fanno riflettere e che tanto bene riescono agli americani, poi Lo Chiamavano Jeeg Robot, fenomeno italiano dell’anno, e infine lo stiloso e inquietante Animali Notturni di Tom Ford. C’è stato molto altro? Forse no, infatti mi sono andato a ripescare una bella retrospettiva del grande Elio Petri.

Passando invece ai libri del 2016, la mia esperienza con la pubblicazione di Cronache Urbane ha ovviamente segnato l’anno. Il romanzo è andato molto bene, è stato un paio di volte bestseller su Amazon (lo potete ancora acquistare qui). La lavorazione e la promozione del libro non mi hanno comunque distratto dal leggerne altri, per esempio sono stato tra i coraggiosi che si sono cimentati con il Premio Strega 2016, ovvero il monumentale (letteralmente) La scuola cattolica di Edoardo Albinati, non ho trascurato neanche l’ultima opera di Jonathan Franzen, Purity, e anche nell’ambito editoriale mi sono poi dedicato a delle retrospettive, ripescando Paul Auster e James Ballard.

Chiudo con una serie di post usciti durante l’anno che, se non li avete letti, non dovete perdervi:

  • Christian Raimo su Internazionale ci spiega come funziona il mercato del lavoro nella GDO
  • Ancora Raimo, ancora Internazionale, stavolta il tema è il ciclo dei rifiuti a Roma, un argomento complesso e sempre attuale
  • Passiamo a PrismoMagazine, sempre una prima scelta quando si tratta di cultura pop, ed ecco un bellissimo post su Video Girl Ai, manga-cult degli anni ’90
  • Sempre Prismo, ma stavolta si parla dei libri-game in occasione della scomparsa dell’autore di punta, Joe Dever
  • Un bellissimo e lungo post dei tipi di Ultimo Uomo narra la leggendaria carriera di Roberto Baggio
  • Il pezzo definitivo di Francesca Minonne sul SMM del caso “Piovono Zucchine”
  • Su Il Tascabile Giulia Blasi ci ha raccontato come totalitarismo e controllo delle nascite vadano a braccetto, anche nella letteratura distopica

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