Vivian Maier, la scoperta del talento 1

Vivian Maier mostra Roma

La storia di Vivian Maier ha il difetto di sembrare più incredibile di quanto, nei fatti, sia.

Non sempre il talento viene riconosciuto come tale.

Non sempre viene riconosciuto dai contemporanei.

Non sempre una persona di talento ha anche la volontà, l’autostima, l’arroganza di volerlo vedere riconosciuto dagli altri. D’imporsi con autorità, di lasciare un segno nella scena culturale.

La street photography non era così in voga quando la Maier ha iniziato a produrre materiale. C’era qualche antesignano, anche grandissimo (Henri Cartier-Bresson), ma che tradiva lo scopo affidandosi spesso a scenografie studiate e posate.

L’immediatezza della Maier, la sua voglia di osservare, la sua capacità di giocare con la propria immagine (celebri i suoi autoritratti allo specchio, o in penombra) non avrebbero forse avuto lo stesso riscontro se fossero emersi alla luce prima, con lei ancora in vita. Non avrebbero colto la grandezza, l’essere madre e maestra di tutti quei fotografi che, oggi, vanno in giro per le città a cogliere lo spirito dei tempi.

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