Riccardo (lunga vita al Re)

L’opera di Shakespeare, nel panorama mondiale teatrale, si distingue da sempre per unire ad una declinazione “classica” dell’opera, una possibile interpretazione moderna dei personaggi e delle loro vicende. Accade sempre più spesso che il secondo aspetto venga evidenziato nelle varie messe in scena, così come ho potuto ammirare in “Riccardo (Lunga Vita al Re)”, portato sul palco del Teatro Cometa Off dalla Compagnia Giovani dell’ATR Sofia Amendolea, interamente composta da attori under-30.

Per la regia di Paolo Alessandri, l’opera è rappresentata in una scenografia minimal e moderna così come i costumi degli attori. Il cast è a prevalenza femminile, alcune attrici interpretano personaggi maschili, in quella che assomiglia ad una (voluta?) risposta alla tradizione del teatro elisabettiano. Gli unici interpreti maschili sono tre ed impersonificano (in contemporanea), le parole, i gesti e le macchinazioni del protagonista Riccardo. Si tratta di una scelta stilistica molto forte e d’effetto, che ha il pregio di moltiplicare le sfaccettature di un personaggio sicuramente negativo, ma che comunque mantiene un’ambiguità e una sofferenza derivanti dalle sue origini. ‘Riccardo’ è un uomo solo. Un combattente di nobili origini, un Principe d’Inghilterra, che però ha avuto in sorte un Fato crudele: quello di essere un MOSTRO nel vero senso del termine. Nella oscura e superstiziosa Inghilterra medievale, Riccardo di Gloucester, nobile rampollo della casata degli York, viene al mondo prematuro. Nel panorama culturale del medioevo cristiano la deformità viene vista come un marchio del Demonio ed il giovane Riccardo cresce infatti nell’emarginazione, sentendo su di sé gli effetti di questa demonizzazione. Fino a quando non sceglierà di ‘sposarla’: divenendo finalmente, a tutti gli effetti, quel MOSTRO che tutti credono egli sia.

L’interpretazione è moderna al punto da potersi “permettere” di restare fedele al testo shakespeariano. Un plauso va alla qualità della recitazione dell’intero cast, intensa, profonda e ipnotica, alle attente azioni coreografiche, alle canzoni cantate dal vivo.

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