Todi Appy Days, cultura dell’innovazione italiana

Ho passato un piacevole weekend immerso tra verde, storia e tecnologia, in una sorta di cortocircuito tra passato e futuro. La prima edizione del Todi Appy Days ha infatti accentuato quello che a prima vista poteva sembrare un contrasto estetico (parlare di startup e di app mobili in luoghi medievali), ma che invece segna concettualmente una “via italiana” all’integrazione digitale.

L’organizzazione dell’evento, capitanata da Iquii e dal suo CEO Fabio Lalli ha difatti dosato la partecipazione istituzionale (totalmente umbra) e quella dei visionari creativi digitali, imprenditori del settore mobile o comunicatori che fossero.

Uno scenario da capogiro e tanti panel d’interesse, dai canali di monetizzazione alle applicazioni dei device nearable, passando per i modi di tradurre l’infinita cultura italica in un linguaggio digitale ed ubiquo.

Menzione d’onore per l’IDCAMP 2014 degli Indigeni Digitali, tenutosi nel Nido dell’Aquila, due giorni di pitch da 15 minuti, idee, networking e un bell’aperitivo nella serata di sabato.

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