E’ lecito chiedersi quanto una scelta tecnica “forte” possa influenzare la fattura (e la ricezione) di un film? E’ un difetto di percezione ad assegnare maggior credibilità filmica a opere che si presentano a critica e pubblico per una caratteristica molto visibile, oltre che impattante per la struttura narrativa del lungometraggio?

Ce lo si domanda ogni volta, ed è successo anche per 1917 di Sam Mendes anche se, alla fine, l’incetta degli Oscar si è rivelata molto più magra (e di basso calibro) del previsto.

Così come Nodo alla gola di Hitchcock e Birdman di Inarritu, 1917 si presenta come un lungo piano-sequenza pressoché continuato. Ho potuto riscontrare un solo momento di evidente gap temporale, per il resto la camera segue senza stacchi visibili l’azione dei protagonisti.

Release Date
23 Gennaio 2020
REGIA
Sam Mendes
CAST
George MacKay, Dean-Charles Chapman, Mark Strong, Andrew Scott, Richard Madden, Colin Firth, Benedict Cumberbatch.
GENERE
Guerra
Our Score
7.5
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6 aprile, 1917. Blake e Schofield, giovani caporali britannici, ricevono un ordine di missione suicida: dovranno attraversare le linee nemiche e consegnare un messaggio cruciale che potrebbe salvare la vita di 1600 uomini sul punto di attaccare l’esercito tedesco.

La già citata scelta tecnica di Mendes calza a pennello sulla storia e lo scenario. Una corsa contro il tempo, passando per scenari spesso deserti, anche se non innocui, con un nemico che è a malapena visibile. La Germania imperiale della prima guerra mondiale non è infatti quella nazista e facile da odiare di vent’anni dopo. Il risultato complessivo è un dramma populista e coinvolgente che guida lo spettatore attraverso le trincee e i campi di battaglia della Francia settentrionale.

Con meticolosa attenzione ai dettagli (complimenti allo scenografo Dennis Gassner) e una fotografia sorprendentemente fluida di Roger Deakins che si sposta dal livello del terreno fino alla vista di Dio, Mendes mette il pubblico proprio lì nel mezzo del caos che si sta svolgendo. C’è un vero senso di epicità mentre l’azione si muove senza fiato da un ambiente infernale all’altro, catturando efficacemente il senso di ansia e scoperta di quelli che sono a tutti gli effetti degli eroi riluttanti che si imbattono in ogni nuovo terreno inesplorato. Non c’è alcun dubbio sul fatto che questo film abbia un grande impatto teatrale.

Eppure, 1917 da il suo meglio quando ci mostra il volto fanciullesco di questo conflitto; la triste situazione di una giovane generazione, vecchia o persa prima del tempo. È una qualità perfettamente catturata dagli occhi di MacKay, che riescono simultaneamente a proiettare l’innocenza devastata e l’esaurimento stanco del mondo – fatalismo e speranza.

“La speranza è una cosa pericolosa”, afferma il colonnello MacKenzie di Benedict Cumberbatch, uno dei tanti piccoli ruoli ricoperti da attori di alto profilo. Ci sono rimandi a Salvate il soldato Ryan di Spielberg, non solo nella rappresentazione spietata della violenza sul campo di battaglia, ma anche in una storyline “secondaria” che mette i soldati alla ricerca di un fratello in una disperata ricerca di redenzione.

Durante questa Odissea, il tema sonoro di Thomas Newman aumenta la tensione, viaggiando “su per la trincea”, attraverso la carneficina cosparsa di corpi della terra di nessuno (una foresta di legno e filo, ossa e sangue) e nei misteriosi dintorni di fattorie deserte e chiese bombardate. Occasionalmente, sentiamo echi del crescente crescendo della partitura di Dunkirk di Hans Zimmer; altrove, gli spunti di Newman sono pieni di penetrante malinconia mescolata a una lontana minaccia.

In un film in cui la musica gioca un ruolo così cruciale, è significativo che forse la scena più potente sia un interludio di canzone. Emergendo da un fiume dopo un episodio battesimale di morte e rinascita, ci troviamo in un bosco dove un giovane canta The Wayfaring Stranger. È un interludio che riunisce i personaggi e il pubblico in silenzio, vivendo in comune quella voce ancora piccola di calma che è al centro di così tanti grandi film di guerra.

Un testamento (tecnico) alla Storia
In "1917" Sam Mendes sfrutta i mezzi della nostra epoca per confezionare un film eccezionale per realizzazione tecnica, ritmo e capacità di raccontare la guerra "sul campo". Tuttavia, come per ogni film del genere, gli manca un livello più complesso di storia o un senso di evoluzione dei personaggi per ambire a diventare un classico nell'iconografia cinematografica.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Tutto il comparto tecnico
Il ritmo incalzante e ansioso
I protagonisti e il supporting cast
Cosa non funziona
E' una storia di guerra "pura", dove i personaggi non hanno possibilità di crescere
7.5