Blow-up

Alle volte la realtà è più strana della finzione

Scheda del Film

Titolo Originale
Blow-Up
Paese
 United Kingdom,   United States of America,   Italy
Casa di Produzione
Bridge Films, Carlo Ponti Production, Metro-Goldwyn-Mayer
Regia
Michelangelo Antonioni
Producer
Carlo Ponti
Sceneggiatura
Ideatore
Julio Cortázar
Cast
David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, John Castle, Veruschka von Lehndorff, Jane Birkin, Gillian Hills, Peter Bowles, Julian Chagrin, Claude Chagrin, Jimmy Page, Jeff Beck, Tsai Chin, Susan Brodrick, Peggy Moffitt, Melanie Hampshire, Roy Beck, Charlie Bird, Robin Burns, Julio Cortázar, Chris Dreja, Lew Hooper, Harry Hutchinson, Chas Lawther, Dyson Lovell, Jack Mandeville, Jim McCarty, Ann Norman, Ronan O'Casey, Janet Street-Porter, Fred Wood
Durata
1 h 51 min
Data di Uscita
18 Dicembre 1966
Generi
Drammatico, Mistero, Thriller
Budget
$1.800.000
Revenue
Sinossi
Un fotografo di moda il cui mondo è fatto da passerelle, musica pop, droga e sesso facile trova la propria vita vuota e noiosa. Durante un set fotografico scatta l'istantanea di un omicidio, ma non se ne accorgerà fino a quando non svilupperà la pellicola. A quel punto continuerà a zoomare fino ai più piccoli dettagli per risolvere il caso.

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Recensione

Nel 1966 due registi italiani descrissero il fenomeno socio-culturale della Swinging London: Michelangelo Antonioni in Blow-Up e…Alberto Sordi in Fumo di Londra. I risultati furono antitetici: se l’opera prima dietro la macchina da presa di Sordi non era altro che un pot-pourrì di cliché al servizio dell’istrionico attore romano, il primo vero successo internazionale di Antonioni usa lo spaccato sociale solo come divertito e divertente background del tema esistenziale che fonda la pellicola.

Scritto dallo stesso Antonioni in coppia con Tonino Guerra, Blow-up prende ispirazione dal racconto Le bave del diavolo di Julio Cortazar. Nelle mani dei sapienti sceneggiatori italiani, in realtà, rimane ben poco della trama originale: l’avance pedofila diventa un omicidio passionale, e soprattutto viene introdotto il dubbio sulla veridicità dell’evento. Dentro una immagine se ne nascondono infinite, come infiniti sono i significati che ogni osservatore può attribuire a una realtà che è sempre negli occhi di chi guarda; per rafforzare il concetto, Antonioni opera una scelta “forte”, quella di non far quasi mai coincidere lo sguardo registico con quello del protagonista, nonostante egli sia un fotografo.

Secondo film “a colori” del regista ferrarese, Blow-up si avvale di un budget da major hollywoodiana (la Metro Goldwyn Mayer) e un cast british di prim’ordine ma non abbandona un certo uso degli spazi, delle inquadrature e delle pause nei dialoghi che era tipico della “trilogia dell’incomunicabilità” in bianco e nero.

Blow-up
Blow-up
Il Verdetto
Con Blow-up Antonioni sublima i temi della noia esistenziale e della percezione individuale della realtà in un film ottimamente girato e recitato.
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8

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