C’eravamo tanto amati

Una cosa meravigliosa.

Scheda del Film

Titolo Originale
C'eravamo tanto amati
Paese
 Italy
Casa di Produzione
La Deantir
Regia
Ettore Scola
Sceneggiatura
Ideatore
Cast
Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli, Aldo Fabrizi, Marcella Michelangeli, Elena Fabrizi, Fiammetta Baralla, Luciano Bonanni, Mike Bongiorno, Dino Curcio, Ugo Gregoretti, Isa Barzizza, Marcello Mastroianni, Federico Fellini, Nello Meniconi, Armando Curcio, Carla Mancini, Lorenzo Piani, Amedeo Fabrizi, Aristide Caporale, Alberto Postorino, Vittorio De Sica, Laurence Harvey, Lamberto Maggiorani, Enzo Staiola, Monica Vitti
Durata
2 h 00 min
Data di Uscita
21 Dicembre 1974
Generi
Drammatico, Commedia
Sinossi
Tre amici ed una donna: le loro vicende personali si intrecciano con i mutamenti sociali e politici dell'Italia del secondo dopoguerra.

Dove vedere “C’eravamo tanto amati” in streaming

Credevamo di cambiare il mondo, e invece il mondo ha cambiato noi.

Ci sono pochi film così legati all'immaginario collettivo nostrano come "C'eravamo tanto amati": certe scene, certe battute, i personaggi che sono entrati nei cuori degli italiani.

Nato da un'idea iniziale di fare un omaggio al cinema neo-realista, il film è cresciuto di complessità durante la sua realizzazione, mettendo insieme il meglio che la settima arte italiana dell'epoca potesse schierare, dal punto di vista tecnico e artistico. Il trucco con cui gli attori vengono invecchiati e ringiovaniti, per esempio, è magistrale, così il il passaggio dalle scene in bianco e nero a quelle a colori, a scandire il salto delle decadi. Sublime anche la musica di Trovajoli, che passa dai canti partigiani alla quiete musicale delle scene romantiche.

Scritto da Scola assieme ai celebri Age e Scarpelli, C'eravamo tanto amati è innanzitutto il ritratto generazionale dei nostri nonni, quelli che hanno fatto la Guerra e che hanno ricostruito il Paese dalle sue macerie. Narrando le vicende di tre amici partigiani dopo la fine del conflitto, il regista ci descrive dei tipi ben distinti: c'è l'ingenuo ma concreto Antonio (Nino Manfredi), portantino all'ospedale, che non abbandona gli ideali ma si barcamena nella realtà che lo circonda; poi c'è il colto e intransigente Nicola (Stefano Satta Flores), un intellettuale oltranzista pronto a immolare tutto per gli ideali; infine il furbo Gianni (Vittorio Gassman), che tradisce gli amici e le idee per una vita da benestante.

Tutti e tre sono degli sconfitti, in modo diverso. Sono la dimostrazione di un'unità d'intenti che esiste solo di facciata, ma che alla prima curva si sgretola per il tornaconto personale. "La nostra generazione ha fatto davvero schifo" non è la frase che ognuno di noi finisce per dire, prima o poi? Si nasce incendiari per morire pompieri, si tratta solo di saperci convivere o meno...

Accanto ai tre protagonisti orbita una splendida Stefania Sandrelli nel ruolo di Luciana, il personaggio femminile che funge quasi da cartina di tornasole del modo d'essere e di comportarsi dei tre uomini: é lei ad innescare la rincorsa di Antonio, il tradimento di Gianni e il rifiuto di Nicola.

C'eravamo tanto amati è un film che contiene tante straordinarie interpretazioni, rese ancor più evidenti dal taglio teatrale di molte scene. Scola gioca con la voce narrante affidata ai protagonisti, le scene sfumate nel "buio", i coni di luce ad illuminare i personaggi decisivi nel frangente. Come non citare Giovanna Ralli o Aldo Fabrizi nel ruolo del palazzinaro nostalgico fascista?

Locandina del Film ""
C’eravamo tanto amati
Il Verdetto
"C'eravamo tanto amati" è il film dove Scola trova il perfetto punto d'incontro tra la commedia popolare e la sofisticata analisi sociale dell'italianità.
Il parere dei lettori0 Voti
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8.5

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