E’ stata la mano di Dio

Scheda del Film

Titolo Originale
È stata la mano di Dio
Paese
 Italy
Casa di Produzione
The Apartment
Regia
Paolo Sorrentino
Sceneggiatura
Ideatore
Cast
Filippo Scotti, Toni Servillo, Teresa Saponangelo, Luisa Ranieri, Marlon Joubert, Massimiliano Gallo, Betti Pedrazzi, Renato Carpentieri, Enzo De Caro, Sofya Gershevich, Lino Musella, Biagio Manna, Ciro Capano, Alessandro Bressanello, Birte Berg, Dora Romano, Monica Nappo, Cristiana Dell'Anna, Alfonso Perugini
Durata
2 h 10 min
Data di Uscita
24 Novembre 2021
Generi
Drammatico
Sinossi
Il diciassettenne Fabietto Schisa è un ragazzo goffo che lotta per trovare il suo posto nel mondo, ma che trova gioia in una famiglia straordinaria e amante della vita. Fino a quando alcuni eventi cambiano tutto. Uno è l'arrivo a Napoli di una leggenda dello sport simile a un dio: l'idolo del calcio Maradona, che suscita in Fabietto, e nell'intera città, un orgoglio che un tempo sembrava impossibile. L'altro è un drammatico incidente che farà toccare a Fabietto il fondo, indicandogli la strada per il suo futuro. Apparentemente salvato da Maradona, toccato dal caso o dalla mano di Dio, Fabietto lotta con la natura del destino, la confusione della perdita e l'inebriante libertà di essere vivi.

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Il primo pensiero che emerge guardando "E' stata la mano di Dio" è su questa Napoli tratteggiata da Paolo Sorrentino. Una città molto diversa dall'immaginario cinematografico che le è stato cucito addosso in decenni di film. Una città più silenziosa, minimale, sempre affascinante ma meno folkloristica. Una città più "normale", più vera. Viene spontaneo il parallelo con la Roma de La Grande Bellezza, un'opera assai più incline al cliché cinematografico, una città da cartolina, che un romano fa fatica a riconoscere. Insomma, si vede che Sorrentino è napoletano ed è diventato romano in età adulta, quindi conosce molto più intimamente il suo luogo natìo, da cui poi ha preso le distanze, "disunendosi".

C'è voluto molto tempo, a Sorrentino, per trattare un tema così strettamente autobiografico. Il regista aveva già disseminato certi temi nella sua filmografia, ma qui va dritto alle sue origini, ed "elabora il lutto". Qualcun altro avrebbe preso la vicenda personale per farne subito un'opera prima d'impatto, invece Sorrentino si è preso i suoi tempi, ha aspettato di diventare un autore di successo, pluripremiato, per potersi avvicinare con la giusta "distanza". Anche in questo caso si è "disunito", tradendo un po' il monito del suo maestro Antonio Capuano (che viene raccontato a rappresentato), che avrebbe voluto restasse con se a Napoli a fare film di denuncia sociale.

E' stata la mano di Dio è un film dove Sorrentino procede per sottrazioni visive, e in questo si discosta abbastanza dalla sua produzione recente. Certo, persistono alcuni classici del repertorio (le carrellate, i fermi immagine, i momenti epifanici), ma sono molto più al servizio del racconto che fini a se stessi. Anche un attore istrionico come il suo feticcio Toni Servillo declina una recitazione molto più minimal del solito in un ruolo delicato come quello del padre dell'alter-ego sorrentiniano, Fabietto Schisa. Servillo, assieme ad una clamorosa performance di Luisa Ranieri e di tanti altri caratteristi, aiuta anche a riscrivere certi modelli di partenopeità che hanno fin troppo influenzato il nostro cinema. C'è la risata, il dramma e la farsa, ci sono meno macchiette e più personaggi, in quest'ampio cast di mentori e figure femminili di riferimento. C'è quella sorta di "realismo magico" nella figura, più mistica che calcistica, di Maradona, che tanto ha influenzato la biografia di Paolo Sorrentino.

Locandina del Film "È stata la mano di Dio"
E’ stata la mano di Dio
Il Verdetto
Sorrentino riesce a realizzare un compiuto di film di formazione autobiografica, emozionando con un racconto famigliare in una Napoli insolitamente borghese e contemplativa.
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8

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