Titolo Originale
Empire of Light
Data di uscita:
09/12/2022
Una produzione:
Searchlight Pictures, Neal Street Productions
Ricavi (in dollari):
5251349
Nazioni produttrici:
Regno Unito
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Recensione
Avrei dovuto riconoscere i campanelli d’allarme del trailer, ma come resistere ad Olivia Colman? Non solo รจ una straordinaria attrice, ma in Empire of Light interpreta un ruolo che cade pienamente nella sua comfort zone: la donna di mezza etร sola e piena di fragilitร . Tutto questo per dire che il casting (non solo della Colman) รจ pienamente azzeccato.
Parliamo ora dei difetti, perรฒ, perchรฉ Empire of Light รจ in grossa sintesi un film non riuscito. Trattandosi di un film di Sam Mendes, questo รจ un avvenimento abbastanza raro, soprattutto perchรฉ il regista inglese sceglie con molta cura i suoi progetti.
Il problema principale di questa pellicola puรฒ essere riassunto in “Troppa carne al fuoco”. Sostanzialmente l’ambizione di Mendes รจ quella di trattare i seguenti argomenti: la salute mentale, il razzismo nell’Inghilterra thatcheriana dei primi Anni Ottanta, la bellezza e la magia luminosa del cinema (inteso proprio come luogo fisico, la location principale รจ una sala chiamata, guarda un po’, Empire dove lavorano i due protagonisti); marginalmente ci sarebbe anche la love story interraziale con grande differenza di etร , ma negli Anni venti del Ventunesimo secolo possiamo ridurla a mera scelta estetica.
I Temi sono densi, importanti, anche attuali: in Inghilterra (ma non solo) si sta discutendo da tempo sulla politica d’accoglienza dei migranti, sulla nostalgia e fine del cinema stanno uscendo innumerevoli titoli e registi di prima fascia (Babylon, The Fabelmans…), le due ore scarse di Empire of Light non bastano a trattarli tutti con la dovuta cura. Oltretutto Mendes, che ha curato integralmente anche la sceneggiatura, dimostra di saperli legare malamente l’uno con l’altro, trattandoli in sequenza e a turno, come se fosse una regata round-robin: prima cinque minuti di razzismo, poi cinque minuti di malattia mentale, poi cinque minuti di magia del cinema…
I personaggi di Hilary e Stephen ne escono poco caratterizzati, se non in maniera stereotipata, capiamo poco delle loro origini (lui non ha mai avuto un vero padre, lei ha sempre odiato la madre…), e facciamo tanta fatica ad empatizzare. Nonostante Olivia Colman.
Il Verdetto
"Empire of Light" รจ un minestrone di temi male amalgamato, che non viene salvato dal cast.
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