Essere John Malkovich

Essere John Malkovich

Craig Schwartz, aspirante burattinaio, viene assunto come archivista alla LesterCorp, uno strano ufficio dove una porticina, nascosta dietro uno schedario, è in realtà un passaggio segreto che consente di entrare per 15 minuti nella testa del famoso attore John Malkovich.

Essere John Malkovich ha segnato lo sfolgorante avvio di due brillanti carriere nel mondo del cinema: quella del regista Spike Jonze, e quella dello sceneggiatore Charlie Kaufman.

Release Date
3 Dicembre 1999
REGIA
Spike Jonze
CAST
John Cusack, Cameron Diaz, John Malkovich, Catherine Keener.
GENERE
Commedia Drammatica
Entrambi hanno contribuito parimenti alla realizzazione di un film straordinariamente inventivo. Kaufman fornisce una pletora di invenzioni abbaglianti, colpi di scena e malvagi paradossi. E Jonze è abile a svelarli furbescamente, come se ci fosse dell’altro, oltre l’apparenza. Raro è il film in cui l’ultima mezz’ora ti sorprende tanto quanto la prima, e in modi che non ti aspetti. Il film ha idee sufficienti per una mezza dozzina di film, ma Jonze e il suo cast le gestiscono in modo così sicuro che non ci sentiamo mai messi a dura prova; siamo incantati da uno sviluppo dopo l’altro.

John Cusack interpreta Craig, un burattinaio di strada. Le sue marionette sono creature oscure e nevrotiche, e ai passanti non piacciono molto. La moglie di Craig, Lotte, gestisce un negozio di animali e la loro casa è praticamente un pensionato per bestie, la maggior parte delle quali profondamente disturbate. Lotte è interpretata da una irriconoscibile Cameron Diaz, che dopo un inizio carriera segnato dai blockbuster senza spessore, stava vivendo una fase artistica notevole a cavallo tra i due secoli, girando film come questo oppure Ogni Maledetta Domenica e Vanilla Sky.

Il burattinaio non riesce a sbarcare il lunario, pertanto risponde a un annuncio di richiesta di aiuto e si ritrova al settimo piano e mezzo di un edificio. Questa location sarebbe un’ispirazione sufficiente per un intero film o uno schizzo di Monty Python. Rende tutto ciò che accade su di esso divertente in un modo aggiuntivo, oltre al motivo per cui è divertente in primo luogo. Il film è così ricco, tuttavia, che il piano sfalsato è solo lo sfondo per altre sorprese. Craig incontra una collega di nome Maxine (Catherine Keener) e se ne invaghisce. Dietro uno schedario al 7 1/2 ° piano, Craig trova una piccola porta. Lo attraversa e viene trascinato attraverso una sorta di portale spazio-temporale, finendo nel cervello dell’attore John Malkovich. Qui rimane per esattamente 15 minuti, prima di cadere dal cielo vicino all’autostrada del New Jersey.

Maxine lo spinge a trasformarlo in un business, vendendo l’esperienza alle persone. Lo stesso Malkovich fa parte della magia del film. Badate bene: egli non interpreta se stesso, ma una versione della sua immagine pubblica. Distante, tranquilla, buffa, come se stesse meditando su cose accadute molto tempo fa e che all’epoca erano solo leggermente interessanti.

Perché le persone sono così ansiose di entrare nel suo cervello? Per la novità, soprattutto. Passando una vita a essere te stesso cogli la curiosità di spendere 15 minuti per essere qualcun altro. Orchestrando tutto questo, il personaggio di Cusack rimane a suo agio; entrare nella mente di un altro uomo è ovviamente l’esperienza definitiva per un burattinaio.

Ogni tanto arriva un film che non ha eguali. Un film che crea un nuovo mondo per noi e lo usa per produrre cose meravigliose. Essere John Malkovich delimita un posto completamente nuovo e lo colonizza con un’immaginazione illimitata.