Everything Everywhere All at Once

Scheda del Film

Titolo Originale
Everything Everywhere All at Once
Paese
 United States of America
Casa di Produzione
A24, IAC Films, AGBO, Ley Line Entertainment, Year of the Rat Productions, Hotdog Hands LLC
Regia
Daniel Scheinert, Daniel Kwan
Producer
Anthony Russo, Joe Russo, Tim Headington, Daniel Scheinert, Daniel Kwan, Mike Larocca, Jonathan Wang
Sceneggiatura
Daniel Scheinert, Daniel Kwan
Ideatore
Cast
Michelle Yeoh, Ke Huy Quan, Stephanie Hsu, James Hong, Jamie Lee Curtis, Tallie Medel, Jenny Slate, Harry Shum Jr., Biff Wiff, Anthony Molinari, Peter Banifaz, Audrey Wasilewski, Andy Le, Brian Le, Daniel Scheinert, Sunita Mani, Aaron Lazar, Li Jing, Panuvat Anthony Nanakornpanom, Dylan Henry Lau, Michiko Nishiwaki, Cara Marie Chooljian, Randall Archer, Efka Kvaraciejus, Neravana Cabral, Chelsey Goldsmith, Craig Henningsen, Jason Hamer, Timothy Ralston, Hiroshi Yada, Jane Lui, Timothy Eulich, Boon Pin Koh, Randy Newman, Elle Alexander, Emmett Ferguson, Waymond Lee, Amanda MacLeod, Pablo Ramos, D.Y. Sao, Freya Fox
Durata
2 h 20 min
Data di Uscita
24 Marzo 2022
Generi
Azione, Avventura, Fantascienza
Budget
$25.000.000
Revenue
$105.125.007
Sinossi
Evelyn Wang (Michelle Yeoh) gestisce una piccola lavanderia a gettoni, ha una figlia adolescente che non capisce più, un padre rintronato e un matrimonio alla frutta. Un controllo fiscale di routine diventa inaspettatamente la porta attraverso cui Evelyn viene trascinata in una avvincente e coloratissima avventura nel multiverso più innovativo e divertente mai visto al cinema. Chiamata a salvare il destino degli universi, dovrà attingere a tutto il suo coraggio per sconfiggere un nemico all’apparenza inarrestabile e riportare l’armonia nella sua famiglia. Con la sorprendente Stephanie Hsu (Shang-Chi), il film segna il ritorno alle scene dopo 40 anni del mitico Ke Huy Quan, interprete degli amatissimi Data (I Goonies) e Short Round (Indiana Jones e il tempio maledetto).

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Recensione

Che bello quando dalle parti di Hollywood (anche se quella più indie) arrivano un soggetto e una sceneggiatura originali! Per un volta possiamo risparmiarci il “tratto da”, il remake/reboot di qualcosa, o semplicemente lo sfruttamento di una costosa e redditizia proprietà intellettuale. Everything Everywhere all at once è un clamoroso accumulo di idee montate con lo spirito di un folle su un impianto visivo da urlo. Diviso programmaticamente in tre parti come il titolo, il film è ricco di citazioni implicite ed esplicite (Ratatouille) e mostra la sua deferenza per almeno due classici blockbuster delle decadi passate: Grosso guaio a Chinatown (per l’aspetto comedy e il casting di star asiatiche) e Matrix (per il riferimento ai multiversi, e la gestione dei segmenti di combattimento).

Ed ecco che nella prima parte del film (“Everything“) tutto funziona veramente bene: c’è la comedy, c’è l’azione, c’è una clamorosa Michelle Yeoh, ci sono scelte estetiche strampalate e tanto fan service (spassosissima Jamie Lee Curtis). Pur non essendo un film “calcista”, EEAAO richiama molto certi film di Hong Kong con Jackie Chan (non a caso prima scelta per il ruolo da protagonista), tuttavia già durante la prima ora c’è il teasing della metafora della famiglia disfunzionale che diviene preponderante nella seconda e terza parte. Il tema dei legami familiari che legano e al tempo stesso sostengono ogni suo membro diventa portante e decisamente prolisso (in totale sono 2 ore e 20 minuti di film).

Sembra come se i due registi (Daniel Kwan e Daniel Scheinert, in arte i Daniels) ci avessero attratti a guardare questo film con i fuochi d’artificio iniziale, per poi somministrarci il sermone.

Everything Everywhere All at Once
Everything Everywhere All at Once
Il Verdetto
"Everything Everywhere all at once" è un inno all'approccio deterministico della vita montato su un mix di generi; purtroppo funziona solo la prima parte, quella più action, mentre il dispiegamento della metafora famigliare è prolisso e poco attraente.
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