I falchi della notte
Scheda del Film
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Recensione
“I Falchi della Notte” è un thriller diretto da Bruce Malmuth e interpretato da Sylvester Stallone e Rutger Hauer. Ambientato nella New York cupa e decadente di inizio anni ’80, il film fonde elementi del poliziesco anni ’70 con un’atmosfera morbosa e un ritmo che si avvicina più al thriller psicologico che all’azione pura.
Curiosamente, questo film nacque inizialmente come un progetto per un possibile sequel di French Connection. La sceneggiatura venne adattata successivamente, mantenendo però l’impronta di un poliziesco urbano sporco e realistico, tipico del capolavoro di William Friedkin. Nonostante questa eredità, il film si discosta da un’indagine poliziesca tradizionale, preferendo esplorare il confronto tra i protagonisti in un gioco di predatore e preda.
La storia segue Deke DaSilva (Stallone) e Matthew Fox (Billy Dee Williams), due agenti della polizia di New York incaricati di catturare Wulfgar (Hauer), un terrorista internazionale che ha portato la sua scia di violenza nella Grande Mela. Sebbene il film sembri inizialmente un tipico racconto di caccia al criminale, si distingue per l’attenzione al lato psicologico del conflitto. Wulfgar è carismatico, spietato e manipolatore, e il suo scontro con DaSilva si gioca tanto sul piano mentale quanto su quello fisico.
“I Falchi della Notte” conserva l’estetica visiva e narrativa dei polizieschi anni ’70: una fotografia granulosa, colori smorzati, e un’immersione nella cruda realtà delle strade newyorkesi. Questa scelta stilistica, unita a una colonna sonora discreta ma efficace, contribuisce a creare un’atmosfera cupa e opprimente. Tuttavia, il film si distingue dai suoi predecessori per l’assenza di un’indagine intricata: la narrazione è lineare e si concentra quasi esclusivamente sull’inseguimento del nemico, con un’attenzione particolare al rapporto psicologico tra i personaggi.
Sylvester Stallone offre una performance contenuta e sorprendentemente sobria, lontana dall’eroismo esagerato di altri suoi ruoli iconici. DaSilva è un uomo comune, tormentato dal suo passato e costretto a confrontarsi con una minaccia che lo supera. Dall’altro lato, Rutger Hauer ruba la scena: il suo Wulfgar è una figura magnetica e inquietante, che incarna il fascino morboso del male. Il contrasto tra i due attori è il cuore pulsante del film.