Il lungo addio

Scheda del Film

Titolo Originale
The Long Goodbye
Paese
 United States of America
Casa di Produzione
United Artists, Lion's Gate Films
Regia
Robert Altman
Producer
Jerry Bick
Sceneggiatura
Ideatore
Cast
Elliott Gould, Nina van Pallandt, Sterling Hayden, Mark Rydell, Henry Gibson, David Arkin, Jim Bouton, Warren Berlinger, Jo Ann Brody, Stephen Coit, Jack Knight, Pepe Callahan, Vincent Palmieri, Pancho Córdova, Enrique Lucero, Rutanya Alda, Tammy Shaw, Jack Riley, Ken Sansom, Jerry Jones, John Davies, Rodney Moss, Sybil Scotford, Herb Kerns, Robert Altman, David Carradine, Carl Gottlieb, George Wyner, Leslie McRay, Arnold Schwarzenegger
Durata
1 h 52 min
Data di Uscita
8 Marzo 1973
Generi
Poliziesco, Commedia, Mistero, Thriller
Budget
$1.700.000
Revenue
$959.000
Sinossi
L'investigatore privato Marlowe non crede che il suo amico Lennox, imputato di uxoricidio, si sia suicidato in Messico e inizia perciò un'indagine personale che si rivela però ben presto tortuosa e pericolosa. Un pericoloso bandito inoltre lo bracca, convinto che Lennox gli abbia affidato una grossa somma. Non mancano scoperte inquietanti tra cui l'esistenza di un triangolo amoroso in cui era coinvolta la moglie di Lennox.

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Recensione

Questo neo-noir di Robert Altman che trasuda tanta New Hollywood ha tutti i tropi narrativi della vecchia scuola: un investigatore privato, una femme fatale, una storia tortuosa basata sul crimine, personaggi squallidi e così via. Ma il film di Altman è al tempo stesso un duro colpo al noir classico, un’incarnazione revisionista e, a volte, quasi una parodia. E quale modo migliore per prendere in giro un genere (e infastidire i suoi fan) se non usando uno dei suoi personaggi più famosi come fulcro?

Altman e lo sceneggiatore Leigh Brackett (autorevole al punto da essere il co-sceneggiatore de “Il grande sonno”) prendono molte delle caratteristiche “di genere” e le ribaltano. I risultati sono davvero ottimi. Si inizia con il protagonista, la leggenda del noir Philip Marlowe, questa volta interpretato da Elliott Gould. Il Marlowe di Altman non è acuto come al solito. Di solito sembra un passo indietro, un po’ stupido. E spesso si presenta come un uomo fuori dal tempo (un private eye degli anni ’40 nella Hollywood degli anni ’70). Quest’impressione permane in ogni sua caratteristica, dal fumo (nessun altro fuma) alla Lincoln Continental Cabriolet del 1948 che guida in giro per la città (un’estetica letteralmente saccheggiata dal fumetto nostrano Dylan Dog).

Al posto della narrazione in prima persona che spesso accompagna i film noir, qui lo smunto Marlowe borbotta costantemente tra sé. Avviene per lo più all’inizio (Altman sembra dimenticarsene nella seconda metà) e le parti che riusciamo a capire sono anche piuttosto divertenti. Il buon Philip vive in un appartamento all’ultimo piano di Los Angeles dove si fa gli affari suoi ad eccezione degli scambi occasionali con le ragazze hippie dallo spirito libero della porta accanto. Assieme a lui vive il suo gatto schizzinoso (c’è una bellissima scena iniziale in cui Marlowe va al supermercato alle 3 del mattino per prendere del cibo per gatti – scritta, girata e montata in modo fantastico).

Come ogni buon noir, anche The Long Goodbye è costellato da una serie di personaggi misteriosi. Oltre alla Eileen di Nina van Pallandt e al Roger di Sterling Hayden, abbiamo un ottimo Mark Rydell nel ruolo del pericoloso gangster Marty Augustine. Henry Gibson appare nel ruolo del bizzarro dottor Verringer. C’è anche un giovane Arnold Schwarzenegger che fa una divertente apparizione non accreditata. Altman mantiene i cliché e le convenzioni di genere alla luce della vita moderna e li usa come un prisma per rivelarne i toni nascosti. Il risultato è un romanzo poliziesco degno del periodo d’oro di Ingmar Bergman: lo scatenamento di passioni represse non porta alla liberazione ma alla distruzione.

Recensione, dove vederlo in streaming
Il lungo addio
Il Verdetto
Un noir gelido che mantiene tutti i tratti distintivi della sensibilità di Robert Altman, "Il lungo addio" si colloca tra i migliori adattamenti di Marlowe.
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