Titolo Originale
Hoppers
Data di uscita:
28/02/2026
Durata (in minuti):
105
Cast:
Una produzione:
Pixar
Budget (in dollari):
150000000
Nazioni produttrici:
USA
Dove vedere โJumpers โ Un salto tra gli animaliโ in streaming
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Jumpers, trentesimo lungometraggio Pixar, รจ esattamente questo: un film che prende la piรน classica delle parabole ambientaliste disneyane โ animali contro lโuomo che distrugge la natura โ e la spinge in territori volutamente stranianti, quasi surreali, dove la commedia slapstick convive con momenti di umorismo nero e con unโestetica naturalistica che sembra uscita da un documentario BBC girato con budget hollywoodiano.
ร anche un film che arriva in un momento molto particolare per lo studio. Dopo due decenni di innovazione quasi ininterrotta, Pixar non รจ piรน la forza rivoluzionaria che ridefiniva lโanimazione a ogni uscita. ร diventata qualcosa di diverso: una macchina creativa che vola ad alta quota sfruttando lโinerzia accumulata negli anni dโoro. Non รจ un giudizio morale, รจ semplicemente un dato storico. Gli studi maturano, i linguaggi si consolidano, e lโavanguardia inevitabilmente si trasforma in tradizione.
Eppure, dentro questa fase piรน riflessiva della propria storia, Jumpers riesce comunque a portare a casa qualcosa di notevole. Non reinventando il cinema dโanimazione โ quello Pixar lo ha giร fatto โ ma spostando un poโ piรน avanti il limite di ciรฒ che si puรฒ infilare dentro un film pensato, almeno formalmente, per il pubblico piรน giovane.
Il film รจ diretto da Daniel Chong, creatore della serie Siamo solo orsi, con sceneggiatura di Jesse Andrews su soggetto dello stesso Chong. La colonna sonora รจ firmata da Mark Mothersbaugh, mentre il progetto ha iniziato a prendere forma nel 2020 prima di essere presentato ufficialmente al D23 del 2024. Il cast vocale originale include Piper Curda nel ruolo della protagonista Mabel, Jon Hamm nei panni dellโantagonista Jerry, Bobby Moynihan e persino Meryl Streep in un ruolo secondario. Nella versione italiana le voci principali sono quelle di Tecla Insolia, Giorgio Panariello e Francesco Prando.
La premessa narrativa รจ tanto semplice quanto delirante nel suo sviluppo. Mabel รจ unโadolescente ossessionata dalla natura, una di quelle ragazzine che sembrano sentirsi piรน a proprio agio tra alberi e animali che tra gli esseri umani. Grazie a una tecnologia sperimentale sviluppata per studiare gli ecosistemi dallโinterno, Mabel riesce a trasferire la propria coscienza in un castoro robotico โ uno di quegli avatar biologico-meccanici progettati per mimetizzarsi con la fauna locale.
Il suo obiettivo รจ sabotare i piani del sindaco Jerry, deciso a distruggere unโarea naturale protetta per far passare un nuovo tratto di tangenziale. Da qui prende forma una sorta di insurrezione del mondo animale che mette in discussione lโequilibrio tra esseri umani e ambiente.
Sulla carta, siamo nel territorio piรน prevedibile del cinema per famiglie: progresso contro natura, aviditร contro responsabilitร ecologica, adulti miopi contro giovani illuminati. Il tipo di conflitto che potrebbe facilmente trasformarsi in un trattato di educazione civica animata.
Sorprendentemente, Jumpers evita quasi sempre questa trappola.
Il primo merito del film รจ il tono. Chong e Andrews tengono il racconto costantemente sospeso tra commedia frenetica e qualcosa di leggermente piรน disturbante. Non disturbante nel senso traumatico โ si tratta pur sempre di un film Pixar โ ma abbastanza fuori registro da produrre un piccolo cortocircuito tonale.
Ci sono momenti di pura comicitร fisica, costruiti con grande precisione ritmica, ma anche gag che flirtano con un grottesco quasi splatter, per quanto sempre filtrato dal linguaggio cartoon. Alcune sequenze, se isolate dal contesto, sembrerebbero appartenere piรน a una dark comedy che a un film dโanimazione per famiglie. E sรฌ, tra le citazioni pop disseminate qua e lร compare persino un improbabile riferimento a Sharknado, come se qualcuno nello studio avesse deciso di infilare una strizzata dโocchio completamente gratuita al cinema trash contemporaneo.
Questo tono leggermente anarchico permette al film di mantenere una leggerezza che impedisce al messaggio ecologico di diventare didascalico. Lโambientalismo di Jumpers non รจ mai predicatorio. ร piuttosto una cornice narrativa dentro cui far muovere personaggi imperfetti, spesso buffi, a volte persino un poโ inquietanti.
Il vero centro emotivo del film, infatti, non รจ il conflitto tra uomini e natura, ma la relazione tra Mabel e sua nonna.
Mabel รจ una protagonista che porta con sรฉ un bagaglio emotivo piuttosto evidente. Non รจ lโeroina ottimista e brillante che spesso popola il cinema dโanimazione contemporaneo, ma una ragazzina con difficoltร relazionali e una certa fragilitร interiore. Il rapporto con la nonna diventa allora il luogo in cui il film riesce a fermarsi, rallentare e costruire qualcosa di autentico. Sono momenti piccoli, quasi intimi, ma restano impressi molto piรน delle sequenze piรน spettacolari.
Anche lโantagonista, il sindaco Jerry, beneficia di una scrittura leggermente piรน sfumata di quanto il genere richiederebbe. Non รจ un cattivo caricaturale nel senso piรน banale del termine. La sua eventuale evoluzione nel corso della storia viene gestita con una discreta eleganza, evitando il classico ribaltamento morale improvviso che spesso affligge i villain del cinema per famiglie.
Se la scrittura convince, il versante visivo รจ dove Jumpers alza davvero lโasticella.
Pixar ha sempre usato il realismo come strumento espressivo piรน che come obiettivo mimetico, ma qui la ricerca visiva raggiunge livelli impressionanti. Le sequenze ambientate nellโhabitat dei castori โ viste dal punto di vista animale โ sono costruite con unโattenzione quasi ossessiva ai dettagli ambientali: superfici bagnate, correnti dโacqua, vegetazione che reagisce alla luce, particelle sospese nellโaria.
La fotografia virtuale lavora soprattutto sulla luce filtrata da acqua e fogliame, creando ambienti che ricordano da vicino la grammatica visiva dei documentari naturalistici contemporanei. Il risultato รจ un mondo che appare vivo non perchรฉ iperrealistico, ma perchรฉ sensorialmente coerente.
A questo si aggiunge una costruzione delle gag molto solida. La comicitร fisica รจ utilizzata con grande varietร , senza appoggiarsi troppo alla slapstick piรน facile. Il ritmo รจ sostenuto ma mai isterico, e il film trova un equilibrio sorprendentemente efficace tra momenti di puro caos comico e aperture emotive piรน distese.
ร un equilibrio che negli ultimi anni Pixar aveva raggiunto solo parzialmente. Titoli come Elemental o Lightyear sembravano spesso divisi tra la voglia di emozionare e la necessitร di intrattenere. Jumpers riesce a far convivere queste due dimensioni con maggiore naturalezza.
In altre parole: รจ semplicemente scritto meglio.
Naturalmente non siamo davanti a un nuovo Toy Story o a unโaltra rivoluzione linguistica come Inside Out. Pixar oggi non sembra piรน interessata โ o forse non รจ piรน in grado โ di ridefinire il medium ogni tre anni. Ma questo non significa che non possa ancora produrre film intelligenti, tecnicamente straordinari e capaci di sorprendere qua e lร con qualche deviazione imprevista.
Ed รจ proprio quello che fa Jumpers. Non cambia le regole del gioco, ma dimostra che dentro un film dโanimazione mainstream cโรจ ancora spazio per un poโ di follia controllata.
Se questo significa assistere a una rivolta di castori robotici guidata da una ragazzina emotivamente fragile, con gag semi-splatter e citazioni di Sharknado, probabilmente siamo in un punto della storia dellโanimazione che vale la pena esplorare.
