Titolo Originale
La casa stregata
Regista
Data di uscita:
04/03/1982
Genere:
Durata (in minuti):
95
Cast:
Sceneggiatura:
Produttore
Una produzione:
Intercapital
Nazioni produttrici:
Italia
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La casa stregata arriva nelle sale come uno di quei prodotti che non nascono da unโurgenza espressiva, ma da un riflesso pavloviano dellโindustria. Il cinema italiano dei primi anni Ottanta รจ un organismo stanco, che reagisce alle trasformazioni del pubblico non con lโinnovazione, ma con lโimitazione meccanica. Il risultato รจ un film che non solo รจ brutto, ma che sembra ignorare perfino le regole minime del proprio genere, muovendosi in una terra di nessuno tra commedia sexy, farsa paranormale e prodotto di sfruttamento, senza mai trovare una direzione, un ritmo o un senso.
Il confronto con Bollenti spiriti รจ inevitabile, e non perchรฉ questโultimo fosse un buon film, ma perchรฉ rappresentava giร allora un tentativo disperato ma almeno coerente di prolungare artificialmente la vita della commedia sexy contaminandola con il soprannaturale. Bollenti spiriti aveva una sua logica interna: unโambientazione definita, una scansione narrativa riconoscibile, un uso del paranormale come pretesto farsesco e soprattutto una consapevolezza, seppur cinica, del pubblico di riferimento. La casa stregata prende quellโidea e la svuota completamente, riducendola a una sequenza di situazioni slegate, ripetitive, prive di progressione e di qualsiasi forma di escalation comica.
Il problema principale รจ che il film sembra non sapere cosa vuole essere. Non รจ una commedia erotica, perchรฉ lโerotismo รจ stato ormai sterilizzato. Non รจ una commedia fantastica, perchรฉ il soprannaturale รจ trattato come un accessorio decorativo, privo di regole e di immaginazione. Non รจ neppure una vera farsa, perchรฉ manca il tempo comico, manca il ritmo, manca soprattutto la cattiveria. Tutto รจ moscio, dimesso, burocratico, come se ogni scena fosse stata pensata solo per occupare qualche minuto di metraggio senza alcuna ambizione narrativa.
La regia di Bruno Corbucci รจ emblematica di questo stato di torpore. Corbucci, che giร negli anni precedenti aveva dimostrato un approccio puramente artigianale e funzionale, qui sembra completamente disinteressato al materiale. Non cโรจ invenzione visiva, non cโรจ lavoro sugli spazi, non cโรจ costruzione delle gag. La casa infestata, che dovrebbe essere il cuore pulsante del film, resta un contenitore anonimo, privo di atmosfera e di identitร , incapace di evocare tanto il perturbante quanto il comico. ร un non-luogo cinematografico, come se fosse stato concepito solo sulla carta, senza mai essere realmente pensato per lo schermo.
Allโinterno di questo vuoto si muove un Renato Pozzetto irriconoscibile, probabilmente al punto piรน basso della sua carriera cinematografica. Il suo minimalismo, che in altri contesti funzionava grazie a una scrittura calibrata e a un preciso controllo del tempo comico, qui รจ lasciato a se stesso, senza appigli. Pozzetto non รจ guidato, non รจ sostenuto, non รจ inserito in una dinamica comica che lo valorizzi. Sembra semplicemente presente, come un nome in locandina, chiamato a eseguire meccanicamente una serie di reazioni senza mai incidere davvero sulla messa in scena. Il risultato รจ una performance spenta, quasi svogliata, che trasmette allo spettatore la sensazione di un attore consapevole dellโinutilitร del progetto.
Ma il caso piรน emblematico resta quello di Gloria Guida, ed รจ qui che La casa stregata assume un valore quasi documentaristico, suo malgrado. La Guida, che per un decennio era stata uno dei pilastri dellโimmaginario erotico popolare italiano, arriva a questo film completamente svuotata della sua funzione simbolica. Non per una scelta artistica consapevole, ma per una contraddizione irrisolta: lโattrice รจ ormai entrata in una fase personale e pubblica di rispettabilitร borghese, mentre il cinema che la utilizza continua a pretendere da lei un ruolo che non puรฒ piรน incarnare. Il risultato รจ una presenza neutra, ingessata, priva di erotismo e priva di un vero spessore recitativo alternativo.
Il film sembra non sapere cosa fare di lei, e questa incertezza diventa imbarazzante. La macchina da presa non la desidera piรน, ma non la osserva nemmeno come personaggio. La Guida รจ lรฌ, ma รจ come se fosse giร altrove, come se stesse attraversando il film in una fase di congedo non dichiarato. Non sorprende, infatti, che di lรฌ a pochi mesi la sua carriera cinematografica si interrompa definitivamente. La casa stregata appare, col senno di poi, come una sorta di anticamera del ritiro, unโopera che certifica lโimpossibilitร di continuare a occupare quello spazio senza una reale reinvenzione, che il cinema italiano dellโepoca non era in grado di offrire.
Rispetto a Bollenti spiriti, che almeno riusciva a sfruttare la transizione tra due icone femminili e due fasi del genere, La casa stregata arriva quando il passaggio รจ giร avvenuto e non resta piรน nulla da capitalizzare. Il paranormale non รจ piรน una novitร , lโerotismo non รจ piรน centrale, la commedia non fa piรน ridere. ร un film che nasce giร obsoleto, che rincorre un pubblico che non esiste piรน e che utilizza formule ormai svuotate di significato.
Ciรฒ che colpisce maggiormente รจ lโassenza totale di consapevolezza. Non cโรจ lโautocoscienza del tramonto, non cโรจ la malinconia crepuscolare che avrebbe potuto almeno dare al film una dignitร involontaria. La casa stregata non riflette sulla fine di unโepoca, la subisce passivamente. ร un prodotto che continua a ripetere gesti automatici mentre il contesto intorno รจ giร cambiato, come unโorchestra che suona mentre la sala si รจ svuotata.
In questo senso, il film non รจ soltanto pessimo: รจ emblematico. Rappresenta uno dei punti di non ritorno della commedia sexy italiana, quando il genere smette di essere un fenomeno popolare e diventa un simulacro, una caricatura di se stesso, priva di pubblico, di immaginario e di funzione. Il soprannaturale, lungi dallโessere una via di fuga, si rivela un diversivo patetico, una maschera che non riesce a nascondere il vuoto sottostante.
