L’implacabile

2019. Un gioco in cui nessuno sopravvive. Quest'anno ci sarà un'eccezione.

Scheda del Film

Titolo Originale
The Running Man
Paese
 United States of America
Casa di Produzione
Braveworld Productions, Keith Barish Productions, TAFT Entertainment Pictures, TriStar Pictures, HBO
Regia
Paul Michael Glaser
Producer
Tim Zinnemann, George Linder
Sceneggiatura
Ideatore
Cast
Arnold Schwarzenegger, Richard Dawson, María Conchita Alonso, Yaphet Kotto, Jim Brown, Jesse Ventura, Erland van Lidth, Marvin J. McIntyre, Gus Rethwisch, Professor Toru Tanaka, Mick Fleetwood, Dweezil Zappa, Karen Leigh Hopkins, Sven-Ole Thorsen, Edward Bunker, Bryan Kestner, Anthony Pena, Kurt Fuller, Ken Lerner, Dey Young, Rodger Bumpass, Dona Hardy, Lynne Marie Stewart, Bill Margolin, Tony Brubaker, Joel Kramer, Billy D. Lucas, George P. Wilbur, Thomas Rosales Jr., Sondra Holt, Daniel Celario, Mario Celario, Sidney Chankin, Kim Pawlik, Roger Kern, Barbara Lux, Franco Columbu, Lin Shaye, Boyd Kestner, Wayne Grace, Charlie Phillips, Greg Lewis, John William James, Jon Cutler, Kerry Wall, Paula Brown, Megan Gallivan, Suzie Hardy, Debby Harris, Melissa Hurley, Marlene Lange, Morgan Lawley, Cindy Millican, Andrea Moen, Mary Ann Hermansen, Karen Owens, Sharon Owens, Pamela Rossi, Mia Togo, Sheree Ali, Kadrolsha Ona Carole, Maureen Flaherty, Sandy Holt, Jeff Jensen, Jon McBride, Mel Scott-Thomas
Durata
1 h 40 min
Data di Uscita
13 Novembre 1987
Generi
Azione, Fantascienza, Thriller, Poliziesco
Budget
$27.000.000
Revenue
$38.122.105
Sinossi
Entro il 2017, l'economia globale è crollata e la società americana è diventata uno stato di polizia totalitario, censurando ogni attività culturale. Il governo tranquillizza la popolazione trasmettendo una serie di programmi televisivi in cui criminali condannati lottano per la vita, tra cui The Running Man, in stile gladiatore, condotto dallo spietato Damon Killian, in cui i "corridori" tentano di sfuggire agli "stalker" e alla morte certa per avere la possibilità di essere graziati e liberati.

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Recensione

Siamo nel 1987 e la fama di Arnold Schwarzenegger come star dei film d’azione è alle stelle. L’ex-bodybuilder austriaco ha accumulato talmente tanto star power che oramai i film non solo vengono venduti sfruttando la sua faccia (guardate la locandina), ma la trama e lo sviluppo si piegano alle sue caratteristiche di attore.

Prendete questo Running Man: tratto da un romanzo minore di Stephen King (quando si faceva chiamare Richard Bachman per “vedere se ho successo anche senza un nome famoso”), doveva essere un film molto più orwelliano e con un commento sociale più preminente. Tuttavia, quando si decise che Schwarzy sarebbe stato il protagonista (e non Christopher Reeve), tutto il tono del film virò verso il polpettone action-pop, e l’ingaggio dello sceneggiatore re dei film d’azione (Steven E. De Souza) ne certificò l’intento.

Anche dal punto di vista registico le cose furono tribolate: Andrew Davis venne licenziato dopo poche settimane, perché in ritardo con la realizzazione, e fu sostituito da Paul Michael Glaser che inizialmente aveva rifiutato il lavoro perché riteneva che i tempi di pre-produzione fossero troppo stretti…ironia della sorte, Schwarzenegger ritenne la decisione sbagliata, perché secondo lui Glaser girò il film come se fosse una serie TV, perdendosi tutti i temi “più profondi” (da che pulpito…).

La pellicola ha un buon ritmo e tagli efficaci che fanno dimenticare gli aspetti più deboli (più o meno tutto quello che riguarda Maria Conchita Alonso, che ha un personaggio scritto con l’obbligo di mettere la figura femminile e lo recita anche male). L’estetica da fanta-distopia anni ’80 regala dei costumi memorabili e dei personaggi ideali per essere degli heel del wrestling (in molti casi perché lo erano sul serio: Jesse Ventura (altro futuro governatore USA) e Prof Toru Tanaka). Un vortice di azione insensata, ma immensamente divertente. Schwarzy è oramai quasi “schiavo” delle battutine che inserisce dopo aver accoppato l’ennesimo nemico: si vede che è pronto per il comedy che arriverà subito dopo (Danko, I gemelli…)

Nonostante tutto, The Running Man resta uno dei film con più previsioni azzeccate sul futuro: è una satira mediatica ben congegnata che ha saputo predire la mania dei reality di quasi 15 anni, e il tema delle fake news di oltre 30…geniale da questo punto di vista il casting, nel ruolo di main villain, di Richard Dawson, all’epoca conduttore de Il gioco delle coppie.

Recensione, dove vederlo in streaming
L’implacabile
Il Verdetto
"The Running Man" edulcora il testo originale proponendo una distopia d'intrattenimento figlia del suo tempo.
Il parere dei lettori0 Voti
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7

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