Titolo Originale
The Hustler
Regista
Data di uscita:
25/09/1961
Genere:
Durata (in minuti):
134
Cast:
Produttore
Una produzione:
20th Century Fox, Rossen Films
Budget (in dollari):
2000000
Ricavi (in dollari):
7600000
Nazioni produttrici:
USA
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Quando ancora la parola โantieroeโ faticava a imporsi nel vocabolario cinematografico mainstream, Lo Spaccone (The Hustler) di Robert Rossen irrompe come unโopera di cruda eleganza, spogliata del glamour hollywoodiano ma gravida di veritร esistenziale. Tratto dallโomonimo romanzo di Walter Tevis e sceneggiato dallo stesso Rossen insieme a Sydney Carroll, il film รจ un ritratto lucidissimo e profondamente americano della fragilitร umana di fronte allโillusione del successo.
Paul Newman รจ Fast Eddie Felson, giovane talento del biliardo consumato da unโambizione che somiglia piรน a un veleno che a un motore. La sua รจ unโinterpretazione magnetica, febbrile, che non cerca mai la simpatia dello spettatore ma la conquista con la sua tragica autenticitร . Eddie non รจ lโeroe che vince alla fine, ma colui che impara โ dolorosamente โ cosa significa davvero perdere. Anche nella vittoria.
Il finale, freddo e spiazzante, scardina le aspettative: non cโรจ redenzione comoda, non cโรจ trionfo catartico, solo la presa di coscienza che vincere puรฒ costare piรน del perdere. ร questa la forza corrosiva del film: raccontare unโAmerica stanca di credere al mito del self-made man, e pronta a specchiarsi nelle sue illusioni infrante.
Rossen dirige con uno stile sobrio ma incisivo, perfettamente calibrato tra il ritmo serrato delle partite di biliardo โ vere coreografie di tensione e silenzi โ e i momenti piรน intimi e devastanti. Cโรจ un vigore registico che non cede mai al sentimentalismo, e che sa invece scolpire con precisione ogni dinamica tra i personaggi. Lโalchimia tra Newman e Piper Laurie, fragile e tormentata, dร vita a una delle coppie piรน intense e meno convenzionali del cinema di quegli anni. Sarah Packard non รจ solo la โspallaโ del protagonista, ma un personaggio dolente e complesso, specchio della sua autodistruzione.
George C. Scott, nei panni del freddo e manipolatore Bert Gordon, incarna il potere cinico e calcolatore che sfrutta il talento altrui come una merce da banco. Il suo sguardo glaciale รจ uno dei tanti dettagli che fanno di Lo Spaccone un film ancora modernissimo nella sua lettura delle dinamiche di potere.
Le due statuette vinte โ fotografia e scenografia โ sembrano quasi unโingiustizia se confrontate con la portata artistica complessiva. La fotografia in bianco e nero di Eugen Schรผfftan, premiata giustamente, รจ pura poesia visiva: non solo restituisce lโatmosfera fumosa e crepuscolare delle sale da gioco, ma sottolinea con maestria i chiaroscuri morali dei personaggi. La scenografia, firmata da Horner e Callahan, immerge lo spettatore in unโAmerica marginale, satura di solitudine, fatta di stazioni degli autobus, stanze anonime e bar notturni.
