Nel fantastico mondo di Oz

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Recensione

Nel fantastico mondo di Oz è un’opera ambiziosa che cerca di rievocare la magia di Il mago di Oz (1939), adattando nuovi elementi dai romanzi di L. Frank Baum. Tuttavia, questa pellicola, diretta da Walter Murch – celebre montatore al suo debutto e, purtroppo, unico esperimento come regista – si presenta come un prodotto problematico, segnato da difficoltà produttive, un’atmosfera insolitamente cupa e limitazioni tecniche che lo hanno allontanato dal cuore del pubblico.

Un aspetto fondamentale da analizzare è il contesto produttivo. Essendo Nel fantastico mondo di Oz prodotto dalla Disney, il film non poteva utilizzare elementi visivi o musicali del classico Il mago di Oz del 1939, la cui licenza apparteneva alla Warner Bros. Questo vincolo ha costretto Murch e il team a creare un’estetica completamente diversa. Ciò, se da un lato ha permesso di avvicinarsi maggiormente alle descrizioni originali dei libri di Baum, dall’altro ha causato una frattura con l’immaginario ormai iconico del film di Victor Fleming, alienando buona parte del pubblico.

Murch, noto per il suo lavoro straordinario come montatore (Apocalypse Now, Il padrino), si trova qui fuori dalla sua zona di comfort. La sua regia appare incerta, priva del ritmo e dell’energia che un’opera del genere richiederebbe. La narrazione è appesantita da un’atmosfera spoglia e opprimente, mentre la trama, basata sui romanzi Ozma of Oz e The Marvelous Land of Oz, si dipana in maniera episodica e poco coerente. Il risultato è un film che, invece di accompagnare lo spettatore in un viaggio fantastico, lo trascina in un’esperienza faticosa e poco coinvolgente.

Uno dei principali punti di critica è il tono estremamente scuro del film. Mentre Il mago di Oz del 1939 bilanciava momenti di tensione con un’atmosfera gioiosa e un uso innovativo del Technicolor, Nel fantastico mondo di Oz si immerge in un’oscurità visiva ed emotiva che lo rende inadatto al pubblico per il quale sarebbe teoricamente pensato. La pellicola si apre con Dorothy (interpretata dalla giovanissima Fairuza Balk) rinchiusa in un manicomio e sottoposta a trattamenti di elettroshock. Questo inizio inquietante, insieme alle sequenze successive popolate da creature bizzarre e nemici grotteschi (come i terrificanti Wheelers o la regina Mombi con le sue teste intercambiabili), allontana il film dal tono fiabesco che ci si potrebbe aspettare.

Se da un lato è possibile apprezzare l’audacia di Murch nel voler realizzare un’opera più vicina alle tematiche originali dei libri, che sono effettivamente più oscure rispetto all’adattamento del 1939, dall’altro la direzione artistica non riesce a trasformare queste scelte in un’esperienza cinematografica coesa. Le scenografie, pur essendo fedeli alla visione di Baum, risultano piatte e spoglie, e non riescono a evocare il senso di meraviglia che dovrebbe caratterizzare Oz.

Gli effetti speciali e visivi, elemento cruciale per un film di questo genere, sono un altro punto debole. Gli animatroni e i pupazzi, sebbene ambiziosi, non riescono a raggiungere la qualità di opere coetanee come La storia infinita (1984) o Dark Crystal (1982). Tik-Tok, il robot meccanico che accompagna Dorothy, è visivamente interessante ma limitato nei movimenti, mentre Jack Testa di Zucca soffre di un design troppo statico per risultare espressivo o empatico.

Anche la colonna sonora, affidata a David Shire, non riesce a lasciare un segno. Priva della vivacità e del carattere memorabile delle musiche del 1939, la partitura si limita a sottolineare i momenti più cupi senza mai elevarli. Questo è un peccato, considerando il potenziale evocativo che la musica potrebbe offrire in un’ambientazione fantastica.

In definitiva, Nel fantastico mondo di Oz è un film che non riesce a trovare un equilibrio tra l’eredità dell’originale e la volontà di creare qualcosa di diverso. Pur basandosi su un materiale di partenza interessante e offrendo qualche momento visivamente curioso, il risultato complessivo è un’esperienza frammentata, caratterizzata da un’atmosfera fin troppo lugubre per i bambini e troppo semplicistica per gli adulti. Inoltre, i problemi produttivi e le restrizioni legali hanno privato la pellicola della coesione necessaria per emergere come un’opera valida a sé stante.

Dati del Film

Anno di uscita1985
Titolo OriginaleReturn to Oz
RegistaWalter Murch
Genere:Avventura, Famiglia, Fantasy
Durata (in minuti): 113
Cast:Fairuza Balk, Nicol Williamson, Jean Marsh, Piper Laurie, Matt Clark, Michael Sundin, Tim Rose, Sean Barrett, Mak Wilson, Denise Bryer, Brian Henson, Stewart Harvey-Wilson, Lyle Conway, Stephen Norrington, Justin Case, John Alexander, Deep Roy, Emma Ridley, Sophie Ward, Fiona Victory, Pons Maar, Rachel Ashton, Robbie Barnett, Ailsa Berk, Peter Elliott, Roger Ennals, Michele Hine, Mark Hopkins, Colin Skeaping, Ken Stevens, Philip Tan, Rob Thirtle, Bruce Boa, Tansy, Jon Jacobs, Barrie Holland, Kevin Hudson, Cherie Hawkins, Guy Standeven, Andy Bradford, Gareth Milne, Stuart Fell, Tip Tipping
Direttore della FotografiaDavid Watkin
Colonna sonoraDavid Shire
ProduttorePaul Maslansky
Una produzione:Oz Productions Ltd., Silver Screen Partners II
Nazioni produttriciUnited Kingdom, United States of America
Budget:25000000
Ricavi:11137801
Nel fantastico mondo di Oz
Il Verdetto
Nel fantastico mondo di Oz è un film che, nonostante l’ambizione, fallisce nel riportare la magia di Oz sul grande schermo. La regia incerta di Murch, gli effetti speciali datati e una trama poco avvincente lo rendono un’opera dimenticabile, soprattutto se paragonata a classici coetanei del genere fantastico.
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Enrico Giammarco
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