
Dove vedere “Susanna!” in streaming
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Recensione
Chi potrebbe mai guardare oggi un film del 1938? Verrebbe da pensare: storici del cinema, cultori del bianco e nero, o tecnici appassionati di regia classica. Ma la vera domanda è: può un’opera di quasi novant’anni fa parlare ancora allo spettatore contemporaneo? Bringing Up Baby, da noi noto come Susanna!, non solo regge la prova del tempo — la sbriciola con una risata fragorosa.
Diretto da Howard Hawks in uno dei suoi momenti più creativi, Susanna! è un esemplare di screwball comedy portato all’estremo, una commedia sofisticata e demenziale al tempo stesso, dove ogni elemento è spinto verso un caos perfettamente orchestrato. Non si tratta soltanto di una sequenza di gag e situazioni improbabili (sebbene ce ne siano a dozzine), ma di un continuo gioco ritmico tra parola, gesto e assurdità, reso possibile da un lavoro registico sorprendentemente moderno.
La trama, volutamente esile quanto improbabile — un paleontologo imbranato coinvolto in una spirale di eventi surreali da una giovane donna eccentrica e incontenibile — serve unicamente da pretesto per far esplodere una delle coppie comiche più dinamiche della Hollywood classica: Cary Grant e Katharine Hepburn. Lei, qui nel pieno della sua fase “box office poison”, offre una performance che è un’esplosione di energia nervosa, tra sguardi allucinati e cambi di tono imprevedibili. Grant, dal canto suo, gioca magistralmente con il proprio personaggio di uomo ordinato trascinato nel disordine, sfoderando una comicità fisica che pochi si aspettano da lui.
I dialoghi sono mitragliate di battute inarrestabili, i tempi comici centellinati al millimetro. Hawks costruisce un meccanismo quasi meccanico, in cui ogni battuta e gesto si incastrano con precisione matematica, ma senza mai dare l’impressione di qualcosa di artefatto: il caos, per quanto studiato, è autentico. La comicità nasce non solo dai dialoghi – già di per sé geniali – ma dal modo in cui i corpi si muovono nello spazio, dalle espressioni facciali, dalla rapidità con cui la situazione sfugge di mano.
In un’epoca in cui la comicità spesso si appoggiava a cliché rassicuranti, Susanna! ha osato il non-sense puro, anticipando un linguaggio che avrebbe trovato piena fioritura solo decenni dopo. Non sorprende che, al tempo, il film non fu capito: troppo avanti, troppo rapido, troppo folle. Ma oggi tutto ciò che allora rappresentava un limite è diventato la sua forza.
Il film resta un esempio quasi irripetibile di anarchia cinematografica controllata. A renderlo immortale è proprio la sua capacità di non invecchiare mai davvero: perché il ritmo, il talento e l’alchimia tra gli attori non conoscono obsolescenza.
