Ventesimo secolo

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Recensione

“Ventesimo secolo” è un film fondamentale non solo nella filmografia di Howard Hawks, ma nell’intera evoluzione della commedia americana. Realizzato nel 1934, lo stesso anno di Accadde una notte di Capra, condivide con quest’ultimo il ruolo fondativo della screwball comedy, ma se la pellicola di Capra conserva ancora un cuore sentimentale e una grazia romantica, Hawks opta per un registro ben più corrosivo e cinico, costruendo un’opera brillante e frenetica che anticipa molte delle ossessioni future del genere.

In Ventesimo secolo, sono già presenti, in forma pressoché pura, tutti gli ingredienti della screwball: il conflitto uomo-donna, giocato sull’eterna battaglia dei sessi; la satira del mondo borghese e dello spettacolo; il ritmo forsennato dei dialoghi; il tono grottesco che rasenta la farsa. La storia ruota attorno all’improbabile (ma irresistibile) reunion tra il megalomane impresario teatrale Oscar Jaffe e la sua ex-musa e ex-amante Lily Garland, divenuta nel frattempo una diva del cinema. Il tutto si svolge principalmente a bordo del celebre treno “Twentieth Century Limited”, che collega Chicago a New York, riducendo lo spazio d’azione e accentuando l’impressione di essere davanti a una pièce teatrale più che a un film classico.

Rispetto alle sue opere precedenti, perlopiù drammi avventurosi a sfondo tragico, Hawks qui mostra un’agilità sorprendente nel gestire tempi comici, situazioni paradossali e personaggi sopra le righe. È evidente come il regista si diverta a smontare le convenzioni sentimentali e narrative, affidandosi a una scrittura affilatissima firmata da Ben Hecht e Charles MacArthur. La sceneggiatura, adattata dalla loro stessa pièce teatrale, è una macchina perfettamente oliata che fonde slapstick, battibecchi brillanti e un continuo scambio di ruoli, in cui la maschera sociale si fa e si disfa da una battuta all’altra.

Il cuore pulsante del film sono però le performance istrioniche e magnetiche di John Barrymore e Carole Lombard. Barrymore, nel ruolo di Oscar Jaffe, è un monumento alla nevrosi e all’egocentrismo: teatrale, ossessivo, tragicamente comico. Lombard, invece, trova uno dei suoi ruoli più riusciti, alternando capriccio e tenerezza, isteria e lucidità, in una prova che sarà decisiva per la sua carriera e che ne consacra il talento comico. I loro duetti sono un continuo gioco di dominazione e fuga, desiderio e repulsione, il tutto messo in scena con una precisione millimetrica che fa ancora oggi scuola.

Ventesimo secolo è anche una spietata satira del mondo dello spettacolo e delle sue finzioni. Hawks tratteggia con ironia un universo di teatranti logorati da sé stessi, incapaci di distinguere tra palco e vita reale. La sequenza iniziale — in cui Jaffe dirige una prova con deliri d’onnipotenza — è un piccolo capolavoro di metacinema e dice già tutto sul tipo di viaggio che il film promette.

Dati del Film

Anno di uscita1934
Titolo OriginaleTwentieth Century
RegistaHoward Hawks
Genere:Commedia, Romantico
Durata (in minuti): 91
Cast:John Barrymore, Carole Lombard, Walter Connolly, Roscoe Karns, Ralph Forbes, Charles Lane, Etienne Girardot, Dale Fuller, Edgar Kennedy, Billie Seward, Herman Bing, James Burke, Pat Flaherty, Clarence Geldart, A.R. Haysel, Howard Hickman, Lee Kohlmar, Frank Marlowe, Mary Jo Mathews, George Offerman, Jr., Gigi Parrish, Steve Pendleton, George H. Reed, Clifford Thompson, Fred 'Snowflake' Toones, Lynton Brent, Anita Brown, James P. Burtis, Eddy Chandler, Nick Copeland, Arnold Gray, Sherry Hall, Kid Herman, Fred Kelsey, Frank Mills, King Mojave, Frank O'Connor, Charles O'Malley, Ky Robinson, Harry Semels, Earl Smith, Irene Thompson, Lillian West, Buddy Williams
Sceneggiatura:Preston Sturges
Direttore della FotografiaJoseph H. August
ProduttoreHoward Hawks
Una produzione:Columbia Pictures
Nazioni produttriciUnited States of America

Ventesimo secolo
Il Verdetto
In un'epoca in cui la commedia romantica stava ancora cercando una sua forma compiuta, Ventesimo secolo offre un esempio lampante di come il genere potesse farsi sofisticato, tagliente, teatrale e profondamente moderno. La regia di Hawks imprime al film un ritmo indemoniato, che non concede tregua allo spettatore. Il risultato è una commedia quasi anarchica, che fa ridere e riflettere, e che oggi, a distanza di quasi un secolo, conserva intatta la sua carica eversiva.
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Enrico Giammarco
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