Titolo
Furland
Autore
Tullio Avoledo
Editore
Chiarelettere
Genere
Distopia-Ucronia
Our Score
5
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Perché ci sono sempre più distopie e ucronie, nel mondo dell’intrattenimento? Certo, il contributo delle serie TV, in tal senso, è molto importante, ma da dove ricaviamo tutto questo pessimismo nei confronti del nostro futuro? Sarà il digitale con tutte le sue contraddizioni e aberrazioni? Sarà la cavalcata di populismo e sovranismo? O sarà invece una società sempre più sfibrata nelle sue relazioni forti, dove è divenuto più semplice girarsi dall’altra parte e far finta di niente?

L’ambientazione e a metà tra distopia e ucronia, l’investigazione giallistica, l’intrigo da spy story internazionale, un numero imprecisato di personaggi e comprimari: Avoledo ha messo molta carne al fuoco in questo romanzo, e non tutta con gli stessi tempi di cottura.

Il Furland descritto da Tullio Avoledo è una regione-stato nata dalle ceneri del Friuli, quotata in Borsa e fondata da Vittorio Volpatti nel 2016. Come ogni regime visionario e autoritario, nessuno si è sognato di contraddire Volpatti, di rinfacciargli le sue distorte interpretazioni del filosofo Zizek. Tutti si sono girati dall’altra parte, facendo finta di niente, ritrovandosi attori in un’enorme luna park di riproduzioni storiche, dove ogni abitante ha la sua parte da recitare a favore dei turisti stranieri, quelli che portano i denari in cassa e permettono al Furland di continuare ad esistere.

Anche Francesco Salvador è un abitante, tuttavia ha incarichi più gravosi: deve infatti scoprire chi, nelle vesti di un improbabile Zorro con la pancetta, sta cercando di sabotare le attrazioni con “agguati” sempre più invasivi. Zorro è lì per destare le persone e sottrarre le loro coscienze da quella recita, Salvador dovrà approfondire i legami tra le fazioni in gioco dietro la facciata del Furland, e decidere da che parte stare.

L’ambientazione e a metà tra distopia e ucronia, l’investigazione giallistica, l’intrigo da spy story internazionale, un numero imprecisato di personaggi e comprimari: Avoledo ha messo molta carne al fuoco in questo romanzo, e non tutta con gli stessi tempi di cottura. La complessità della trama, nelle premesse, non farebbe pensare ad un’opera che si sviluppa in poco più di 200 pagine.

Furland è il classico romanzo piacevole da leggere, che getta molti semi senza aspettare la crescita di tutti, e la sensazione di un finale un po’ “tirato via” si aggiunge alla delusione per un “vorrei ma non posso” che ha lasciato tutti noi lettori con un po di amaro in bocca.

Un po' di tutto, e niente di niente
Tutto qua? Questo romanzo di Tullio Avoledo flirta con diversi generi creando le premesse per un ottimo blockbuster, purtroppo l'autore si dimentica quota parte delle buone idee per strada e partorisce un'opera che non lascia segno o memoria nel lettore. Peccato.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Premessa avvincente
Contesto accattivante
Scrittura agile e piacevole
Cosa non funziona
Costruzione affrettata
Scelte narrative discutibili
5