Il censimento dei radical-chic

AUTORE
Giacomo Papi
GENERE
Distopico
EDITORE
Feltrinelli
Our Score
6
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Il fenomeno degli instant-book è consolidato nei decenni: si sfrutta un avvenimento per mandare in stampa un libro ad esso legato per massimizzare l’ondata di interesse e trarne profitto. Di solito questi libri sono saggi, interviste o biografie: il VIP X è venuto a mancare, ed ecco fioccare una serie di titoli, autorizzati o non, sulle sue gesta.

Più raro, invece, che l’instant book sia un’opera di narrativa. Un romanzo ha bisogno di una costruzione, trama, personaggi e, perché no, di una certa “sedimentazione”, oltre che del necessario lavoro di editing e sfoltimento. Giacomo Papi è riuscito a realizzare quello che, per riferimenti all’attuale situazione politica e culturale del Paese, è a tutti gli effetti un instant-book, ambientato in un Italia dannatamente simile alla nostra.

Papi ha lavorato molto sull’aspetto tragicomico di questa dissacrante distopia, meno sul romanzo in se.

Innanzitutto la trama: le complicazioni del pensiero e della parola sono diventate segno di corruzione e malafede, un trucco delle elite per ingannare il popolo, il quale, in mancanza di qualcosa in cui sperare, si dà a scoppi di rabbia e applausi liberatori, insulti via web e bastonate, in un’ininterrotta caccia alle streghe. I clandestini, i Rom, i raccomandati e poi gli omosessuali: ora tocca agli intellettuali. Dopo l’omicidio del professor Prospero, il ministro degli interni istituisce il Registro Nazionale dei radical chic…un modo per garantirne la sicurezza o per schedarli?

Papi ha lavorato molto sull’aspetto tragicomico di questa dissacrante distopia, meno sul romanzo in se. I personaggi sono un estratto della nostra vita pubblica o, al massimo, dei profili cliché più rappresentativi. La trama non va molto oltre l’incipit, se non con scelte narrative che non brillano per originalità.

La prosa è invero brillante e strappa più di un sorriso, ma non credo siamo di fronte ad un libro di quelli che “scuotono le coscienze”. Diciamo la verità, questo romanzo è rivolto ad un pubblico colto, proprio ai cosiddetti radical-chic o aspiranti (di CUD) tali, quelli che guardano Fazio e Saviano in TV, quelli che girano con Repubblica o Internazionale sotto il braccio. Sono queste le persone che leggono e diffondono la fama de “Il censimento dei radical chic”, e che non mancano di cogliere riferimenti e citazioni, dandosi di gomito per aver capito la battuta. È rivolto quindi a quell’elite che non sta tuttora capendo come gestire la rabbia del popolo ignorante, e a cui il libro non offre alcuna soluzione, solo una (non troppo) profonda inquietudine.

Buon spunto, ma non c'è molto altro
Il censimento dei radical chic è un testo brillante che ha un suo pubblico chiaro e ben definito ma che latita di pressoché tutte le caratteristiche per essere un romanzo di più ampio respiro, dimostrandosi più un (riuscito) esercizio di stile. Resta una lettura gradevole per chi vuole passare un paio d'ore in leggerezza senza aspettarsi nulla di più.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Prosa gradevole
Dialoghi brillanti
Cosa non funziona
Trama esile e poco sviluppata
6
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