6 Marzo 2022

Trainspotting

Genere: Biografico-Generazionale

Autore: Irvine Welsh

Editore: Guanda

Uscita italiana: 1996

Formato: brossura, 361 pagine

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Trainspotting - Edizione italiana

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as of 22 Settembre 2022 07:38

E' molto strano leggere Trainspotting dopo (molto dopo) aver visto la pellicola diretta da Danny Boyle. Più strano, quindi, di ritrovarsi tra i piedi, come temi centrali, alcuni argomenti che sono spariti dalla discussione pubblica odierna: l'eroina (e la droga più in generale) e l'AIDS.

Innanzitutto, lo stile: metà del bello nell'interpretazione di Boyle deriva dai forti contrasti tra il surreale e il dolorosamente reale (appartamenti sporchi e avventure illegali di una notte). Con questo in mente, è chiaro fin dall'inizio che il film è molto più surrealista del romanzo, che si basa quasi interamente su un realismo espressionista.

Poi, i personaggi: sebbene la narrazione di Renton sia molto simile, la sua effettiva caratterizzazione è piuttosto diversa. Nel romanzo, Renton è raffigurato con un senso dell'umorismo "dark" e gran parte del suo arco narrativo riguarda una discussione della depressione e del completo fallimento nell'adattarsi alla società normale. Premesso che sarebbe impossibile spremere 200 pagine di divagazioni depressive in un film di 86 minuti, Renton è molto più carismatico e funzionale per la maggior parte nell'adattamento cinematografico. Al tempo stesso, la versione cinematografica di Renton è molto in linea con il modo in cui te lo immagini nel libro: molto critico nei confronti dei suoi amici, nonostante il fatto che viva lo stesso identico stile di vita, e nello stesso identico modo.

Il romanzo è essenzialmente un lungo flusso di coscienza, una descrizione contorta di vari incidenti durante le bevute alimentate dalla droga. A questo proposito, è difficile dire quali siano i momenti chiave del romanzo. A maggior ragione, va fatto un plauso a Boyle e allo sceneggiatore John Hodge (che è stato nominato all'Oscar per il suo lavoro) che hanno fatto un lavoro eccezionale nell'individuare gli eventi principali che guidano la trama, sviluppando al contempo i ricchi personaggi del romanzo. I realizzatori non hanno evitato di rappresentare i momenti orribili che sono sparsi ovunque, anzi è possibile che la rappresentazione di Boyle della discesa di Tommy nella dipendenza da eroina e della successiva contrazione dell'HIV, e alla fine della morte improvvisa, sia ancora più potente di quella di Irvine Welsh, probabilmente perché nella pellicola Tommy è più ricorrente e famigliare.

Trainspotting
Il Verdetto
Più corale e realista rispetto al film, l'esordio di Irvine Welsh resta una lettura fondamentale per capire gli anni '80 scozzesi (e non solo).
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