Diario di Fiume e altre Storie

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Autore
Ambientazione
Italia
Periodo
Vari
Genere
Raccolta di racconti
Volumi
1
SKU: 9788876182976 Tag: Marchio:
Diario di Fiume e altre Storie
Diario di Fiume e altre Storie

15,00 

Descrizione

Sinossi

Un libro essenziale per comprendere le radici dell’ispirazione di uno dei più interessanti narratori contemporanei. Gipi raccoglie in volume le storie che lo hanno reso uno dei più apprezzati autori a livello internazionale. Racconti e schegge, minime o di ampio respiro, che contengono la carica pura dei romanzi grafici maggiori.

Recensione

Ci sono libri che raccontano una storia, e libri che raccontano un autore. Diario di fiume e altre storie appartiene decisamente alla seconda categoria. Pubblicata da Coconino Press nel 2009 e ristampata qualche anno più tardi dopo essere diventata difficilmente reperibile, questa raccolta riunisce una dozzina di racconti brevi realizzati da Gipi nell’arco di oltre un decennio. Non si tratta dunque di un progetto unitario concepito come volume organico, ma piuttosto di un mosaico di esperimenti, intuizioni e prove narrative disseminate nel tempo. L’antologia non segue un ordine cronologico e alterna lavori molto diversi tra loro per tecnica, tono e ambizione narrativa; proprio per questo motivo rappresenta un documento prezioso per osservare da vicino l’evoluzione dell’autore toscano e le molte strade che ha percorso prima di arrivare alle opere più compiute che lo hanno consacrato come uno dei nomi centrali del fumetto italiano contemporaneo.

La raccolta si apre con il racconto che le dà il titolo, Diario di fiume, e non è un caso che Gipi abbia scelto proprio questo episodio come porta d’ingresso al volume. È probabilmente il più riuscito e quello che meglio incarna il lato più lirico e contemplativo del suo lavoro. La storia segue due amici che decidono di affrontare un viaggio in canoa lungo un fiume, con l’idea romantica di lasciarsi trasportare dalla corrente fino al mare. Non c’è una trama nel senso tradizionale del termine: il racconto procede per frammenti, per piccoli episodi quotidiani, per conversazioni tra i due protagonisti che oscillano tra la banalità e la confessione. La vera protagonista è la natura circostante. Gipi utilizza l’acquerello per restituire le luci e le ombre del paesaggio, i riflessi dell’acqua, le architetture dimenticate che emergono lungo il percorso. Le tavole assumono così l’aspetto di un taccuino di viaggio, un carnet illustrato in cui l’osservazione del mondo esterno si mescola alla dimensione più intima della memoria e dell’esperienza condivisa. Il racconto culmina con un piccolo colpo di scena ironico che ridimensiona l’epica dell’impresa: i protagonisti scoprono di aver percorso una distanza molto più breve di quanto immaginassero. È un finale che sembra riassumere lo spirito dell’intera storia: l’avventura non è nel risultato, ma nel viaggio stesso.

Se Diario di fiume rappresenta il vertice poetico della raccolta, altri racconti mostrano invece il lato più spontaneo e quasi diaristico dell’autore. In I due funghi, ad esempio, Gipi racconta una giornata trascorsa nei boschi con il padre di un amico scomparso. I due uomini vanno a cercare funghi insieme, ma dietro l’apparente semplicità dell’episodio si nasconde una riflessione più profonda sulla perdita e sulla sostituzione affettiva. I protagonisti, pur non essendo parenti, sembrano assumere temporaneamente il ruolo dei familiari che non ci sono più, riempiendo con la loro presenza un vuoto che nessuno può davvero colmare. Il racconto è disegnato con un tratto veloce, quasi improvvisato, come se fosse stato appuntato su un taccuino durante una pausa.

Una sensazione simile emerge anche in Il genio, uno dei racconti più ironici dell’antologia. Qui Gipi riflette con tono scanzonato sul concetto di genialità attraverso una serie di aneddoti autobiografici che oscillano tra il grottesco e il ridicolo. La storia procede come una conversazione tra amici, fatta di ricordi assurdi e di episodi che sembrano usciti da una notte alcolica raccontata il giorno dopo. Il tratto è essenziale, spesso realizzato a biro o con linee rapide, e contribuisce a rafforzare l’impressione di trovarsi davanti a pagine di un diario personale più che a un racconto costruito secondo regole narrative precise.

Tra i momenti più riusciti della raccolta c’è anche Appuntamento a Venezia, una storia breve ma sorprendentemente efficace nel tratteggiare l’anatomia di un amore mancato. Un uomo incontra una ragazza in un locale e tra i due nasce un’immediata complicità. Si promettono di rivedersi a Venezia, ma una serie di coincidenze – un telefono rubato, un messaggio mai ricevuto – trasforma quell’appuntamento in un’occasione perduta. Il racconto alterna momenti di dolcezza a scene più esplicite dal punto di vista erotico, mostrando una fase della carriera di Gipi in cui la dimensione sessuale era trattata con maggiore frontalità rispetto alle opere successive. La storia si chiude con una nota malinconica: ciò che poteva essere una relazione si dissolve prima ancora di avere il tempo di cominciare.

L’erotismo compare in maniera ancora più esplicita ne La ragazza di plastica, racconto di fine anni Novanta che si muove su un registro decisamente più grottesco. La trama segue un uomo solitario che acquista una bambola gonfiabile e si ritrova coinvolto in una situazione surreale quando un poliziotto scambia il manichino per una donna vera. Il tono è volutamente provocatorio e gioca con il confine tra pornografia e satira sociale. È una storia che oggi appare quasi come una curiosità all’interno della produzione di Gipi, ma che testimonia un momento in cui l’autore sperimentava registri narrativi molto diversi.

Altri racconti si avvicinano invece al reportage e alla cronaca sociale. In Dramma marocchino Gipi dà voce alla testimonianza di un migrante africano che racconta il suo viaggio verso l’Europa, fatto di violenze e soprusi. Il tono si fa improvvisamente più cupo e realistico, abbandonando l’ironia e la leggerezza di altri episodi. Il fumetto assume quasi la forma di un’intervista illustrata, con un disegno più sobrio e un ritmo narrativo che privilegia la parola e la testimonianza.

La raccolta include anche racconti più brevi e sperimentali, come Puzzola, ritratto di un senzatetto che vive in un garage abbandonato, o La ragazza volpe, una breve storia ambigua in cui un incidente stradale lascia il lettore sospeso tra realtà e percezione. C’è poi Io, te, il demonio e la magia nera, una sorta di racconto adolescenziale su un gruppo di amici che cercano un luogo dove si celebrano riti esoterici, solo per scoprire che dietro il mistero si nasconde una realtà molto più banale.

Infine, tra gli episodi più curiosi della raccolta c’è Una storia sulla merda, racconto volutamente scatologico che narra le disavventure digestive di uno dei protagonisti durante un viaggio. Il tono è apertamente comico e quasi demenziale, e dimostra come Gipi non abbia mai avuto paura di alternare momenti di grande lirismo a improvvise discese nel registro più basso e corporeo.

Questa varietà di toni è probabilmente la caratteristica più evidente di Diario di fiume e altre storie. Il volume attraversa generi e registri narrativi molto diversi: il racconto autobiografico, la cronaca sociale, la commedia grottesca, il diario di viaggio, il racconto erotico. Eppure, nonostante questa eterogeneità, si riconosce sempre una voce autoriale precisa. Il segno grafico di Gipi, pur cambiando tecnica e intensità, mantiene una forte identità: i volti malinconici, le atmosfere sospese, la capacità di catturare piccoli momenti di vita quotidiana che acquistano improvvisamente una dimensione universale.

Allo stesso tempo, proprio la natura antologica del volume rende inevitabile una certa discontinuità qualitativa. Accanto a storie pienamente riuscite – Diario di fiume e Appuntamento a Venezia su tutte – ci sono racconti che sembrano poco più che esercizi, schizzi narrativi abbozzati su carta prima di essere sviluppati altrove. In alcuni casi l’impressione è quella di leggere appunti preparatori piuttosto che opere compiute. Questo andamento altalenante non compromette l’interesse complessivo del libro, ma ne limita inevitabilmente la forza come opera autonoma.

Diario di Fiume e altre Storie
Diario di Fiume e altre Storie
Il Verdetto
Nel complesso, Diario di fiume e altre storie appare dunque come una raccolta più significativa per ciò che rivela dell’autore che per il valore dei singoli racconti presi isolatamente. È un libro che permette di osservare Gipi mentre sperimenta, cambia registro, cerca nuove strade narrative. Non ha la coesione e la profondità delle sue opere più mature, ma offre uno sguardo privilegiato su un laboratorio creativo in piena attività.
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Enrico Giammarco
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