Tempo Da Cani – Sigmund Freud
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15,00 € Il prezzo originale era: 15,00 €.12,75 €Il prezzo attuale รจ: 12,75 €.
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Descrizione
Sinossi
Recensione
Ci sono fumetti che nascono per intrattenere, fumetti che nascono per stupire, e poi cโรจ Tempo da cani, che nasce per una ragione piรน nobile: ricordarci che anche il padre della psicoanalisi, allโoccorrenza, puรฒ diventare un protagonista da rocambolesca avventura picaresca, tra cani antropomorfi, sciamani desertici e carcerieri inclini alla crudeltร .
Unโoperazione che, nelle mani di un autore qualsiasi, sarebbe finita dritta nella categoria โidea simpatica ma non ci metterei la firmaโ.
Invece cโรจ Manu Larcenet: uno che puรฒ permettersi di giocare con Freud come altri giocano con Paperino, e farla pure franca.
Il volume inaugurale della serie Une aventure rocambolesque deโฆ (Dargaud, 2002), collocato nella collana umoristica Poisson Pilote, mette subito in chiaro che qui non si scherza: o meglio, si scherza eccome, ma con quellโaria da finto cazzeggio tipica del Larcenet piรน ispirato, quello che dietro il tratto cartoonesco nasconde sempre una riflessione piรน amara. Il riferimento dichiarato รจ Rocambole, il ladro gentiluomo ottocentesco, archetipo di mille eroi borderline della letteratura popolare. Ma Larcenet fa un passo oltre: prende figure davvero esistite e le getta dentro un frullatore di assurdo, avventura, dramma e filosofia spicciola.
ร unโoperazione meta-biografica, certo, ma soprattutto un gioco linguistico: storie talmente fuori dagli schemi da sembrare parodie, e invece piene di un rispetto obliquo, quasi affettuoso, per i personaggi messi alla berlina. Dโaltronde, dopo questa prima uscita con Freud, la serie proseguirร con Van Gogh (La ligne de front, 2004, apprezzatissimo), Attila (2006), Robin Hood (2009) e il Milite Ignoto (2009). Un quintetto che sembra scelto da un algoritmo ubriaco di Wikipedia, e che proprio per questo funziona.
Ma torniamo al nostro Sigmund.
Freud nel West: un uomo, unโidea, un cane nevrotico
In Tempo da cani, Freud intraprende un viaggio in un Far West reinventato, non il West dei grandi spazi eroici ma un territorio polveroso, semi-messicano, semi-onirico, popolato da individui che sembrano usciti da un incubo di Tex Avery. ร un mondo feroce, in cui la psicoanalisi โ diciamolo con ironica sinceritร โ serve quanto un ombrello nel deserto.
Ed รจ proprio questa lโidea geniale di Larcenet: prendere una figura cosรฌ legata alla modernitร europea, alla scienza, al positivismo borghese, e catapultarla in un luogo dove tutto ciรฒ che Freud rappresenta non solo non รจ utile, ma appare buffo, inadatto, quasi irritante.
Il nostro Sigmund, perรฒ, non si perde dโanimo.
Lo vediamo attraversare canyon, incontrare sciamani che fanno sembrare Jung un dilettante, legarsi โ suo malgrado โ a un cane antropomorfo in fuga da un canile carcerario, impegnato nella ricerca metafisica di unโanima.
Sรฌ: un cane che vuole lโanima.
Che poi, anche nella vita reale Freud ha avuto a che fare con gente che โcercava qualcosaโ senza sapere cosa, quindi tutto sommato lโaccostamento non รจ cosรฌ bislacco.
Il cane, con la sua nevrosi esistenziale da personaggio beckettiano, รจ il cuore emotivo del racconto: un compagno tragicomico che dร ritmo alla narrazione, controbilanciando lโingenua fiducia di Freud nella scienza come panacea universale.
Ligne claire? Sรฌ. Ma con addosso un poncho polveroso
Larcenet, qui, lavora allโinterno della scuola della ligne claire, ma la rilegge con un approccio moderno: tratto sintetico, forme morbide, gestualitร esagerata, volti caricaturali, espressioni che si deformano con una libertร quasi elastica. ร un cartoonesco calibratissimo, che non scade mai nel facile slapstick: ogni smorfia, ogni postura racconta uno stato emotivo, una tensione, un dissidio interiore.
Il colore, poi, รจ il vero direttore dโorchestra.
Con pochi passaggi si passa dal realismo caldo dei deserti del West a virate cromatiche piรน cupe, quasi allucinatorie, che accompagnano i momenti drammatici e gli elementi onirici. ร un colore che non serve solo a โriempireโ ma a suggerire. A volte persino a ingannare il lettore.
La costruzione della tavola รจ altrettanto curata: la classica griglia francese su quattro strisce viene reinterpretata con libertร chirurgica. Larcenet usa grandi vignette dโimpatto quando serve una scena grandiosa, poi stringe il ritmo con un montaggio piรน serrato, persino verticale, quando vuole trasmettere tensione, claustrofobia, o un crescendo emotivo. Un approccio moderno ma non gratuito, che denota consapevolezza: la forma al servizio del contenuto, come il miglior fumetto europeo ha insegnato.
Freud, la comicitร e lโinconscio: un triangolo che funziona da un secolo
Se tutto questo fosse โsoloโ una parodia, ci divertiremmo e basta.
Ma Larcenet รจ troppo intelligente per accontentarsi dellโeffetto superficiale.
Sceglie Freud non solo perchรฉ รจ un personaggio riconoscibile, ma perchรฉ รจ un simbolo, un โcontenitoreโ perfetto per un meccanismo comico basato sullo scarto tra teoria e realtร .
Freud stesso, nel fondamentale Il motto di spirito (1905), spiegava che lโumorismo funziona davvero quando permette allโinconscio rimosso di emergere travestito da risata.
E infatti qui il comico non รจ mai solo comico: รจ il sintomo di qualcosa di piรน cupo.
Freud ride, inciampa, sbaglia diagnosi, osserva, deduce.
Ma soprattutto: non capisce.
E non capire รจ il motore tragico-comico del fumetto.
Il vecchio Sigmund cerca di applicare la sua scienza al West come se fosse un borghese viennese davanti a un paziente sul lettino.
Il West, perรฒ, non รจ un paziente.
Il West ti spara.
E noi ridiamo perchรฉ sappiamo che la distanza tra intenzione e realtร รจ troppo grande per essere colmata.
ร unโumiliazione buffa, ma anche profondamente umana.
Due viaggi: uno reale, uno immaginario
Il bello รจ che Freud in America ci รจ andato davvero, nel 1909.
Visitรฒ New York e il New England; si irritรฒ โ come ogni buon europeo dellโepoca โ per lโefficienza americana, la velocitร , il puritanesimo, le moquette.
Eppure proprio quel puritanesimo fornรฌ al suo lavoro un terreno fertilissimo: repressione sessuale come se piovesse.
Larcenet fa un gesto curioso ma efficace: prende questo viaggio e lo ribalta.
Il Freud reale visitรฒ il Nord, simbolo di modernitร .
Il Freud immaginario precipita al Sud, un luogo pre-moderno, quasi arcaico, dominato da sciamanesimo e miseria rurale.
E lรฌ, nel deserto, la psicoanalisi mostra i suoi limiti: razionalismo contro spiritualitร , borghesia contro sopravvivenza, nevrosi contro fame.
ร un confronto impietoso, ma anche tenero: il Freud del fumetto non รจ un pavone intellettuale; รจ un uomo ingenuo, quasi infantile, fiducioso nella scienza come un bambino che crede ancora alla potenza magica delle parole.
Paradossalmente, questo lo rende un eroe.
Un eroe comico, certo, ma pur sempre un eroe.
E il fatto che riesca persino a curare un carceriere sadico con metodi ortodossi โ un momento splendidamente assurdo โ รจ lโesatta misura dellโumorismo larcenetiano: irriverente ma non cattivo, spietato ma non disilluso.
Unโopera piccola, elegante, rapida. Ma tuttโaltro che superficiale
La bellezza di Tempo da cani sta anche nel suo formato: un volume relativamente breve, di lettura rapida, che perรฒ restituisce un mondo. Non chiede tanto al lettore, ma gli dร piรน di quanto prometta.
Si legge in poco, ma resta addosso a lungo.
Non รจ un capolavoro epocale, non cambia la storia del fumetto, e non pretende affatto di farlo.
ร unโopera โminoreโ in senso quasi musicale: una sonata breve ma elegantissima, da ascoltare piรน volte per coglierne le sfumature.
Larcenet crea una biografia immaginaria che, paradossalmente, dice alcune cose vere.
E questa รจ forse la vera riuscita del progetto: farci sorridere dellโuomo Freud, senza mancare di rispetto al suo pensiero, anzi ricordandone la fragilitร sotto il mantello dello scienziato.


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