Vivremo una vita circondata di schermi, che siano quelli della televisione, del PC, di smartphone e tablet e, perché no, dei nuovi gadget indossabili che stanno lentamente facendo capolino sul mercato. La sovrappopolazione di dispositivi tecnologici smart e sempre connessi alla Rete non può che portare all’uso combinato degli stessi, in particolare in relazione alla TV, che di tutti sembra ancora essere il “meno intelligente”. Di second screen vi ho già scritto, in questo post voglio invece parlarvi dei risultati di una ricerca condotta da eMarketer sul mercato svedese.

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Come potete notare, quasi l’80% della popolazione Internet dello stato scandinavo ammette di usare un secondo schermo mentre guarda la televisione. Andando a dettagliare quale sia il “secondo schermo” utilizzato, si scopre che il (meno invasivo) smartphone la fa da padrone rispetto al classico PC oppure alla new-entry (dalle enormi potenzialità in quest’ambito) tablet.

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Lo scenario è veramente così roseo, oppure è qualcosa di figlio della storica predisposizione dei paesi scandinavi all’uso di Internet? Il second-screen si sta diffondendo anche da noi in Italia, sebbene per il momento non vengono premiate molto le applicazioni dedicate (qui alcuni esempi) ma si ama soprattutto commentare gli eventi televisivi sui social (Twitter su tutti). Una delle ricerche condotte da Vincenzo Cosenza per Blogmeter ha evidenziato gli ottimi esiti social di uno degli eventi della scorsa stagione televisiva, la trasmissione di Roberto Benigni sulla Costituzione Italiana.

I risultati globali su Twitter sembrano enormi (52 milioni di impressions), tuttavia andando a scremare il numero degli utenti che hanno effettivamente commentato la trasmissione su Twitter, si tratta “soltanto” di 26657 account. Una frazione bassa (0,2%) rispetto ai dati di audience della trasmissione, che si è attestata sui 12 milioni di telespettatori. Non è corretto considerare soltanto gli utenti che hanno scritto, ignorando quelli che hanno semplicemente letto i tweet altrui? E’ un punto di vista opinabile, dato che uno degli aspetti peculiari del second screen è quello di rendere l’utente prosumer, ovvero sia consumatore di contenuti (televisivi), che produttore (dei propri commenti). E se invece avesse ragione Janko Roettgers, che su GigaOM indica che la TV è il vero second screen che lavora in background rispetto agli altri dispositivi, e profetizza l’inutilità delle app dedicate a questo settore?

La strada sembra ancora lunga…