Premessa: probabilmente non rientro nel target ideale di questa nuova docuserie targata Netflix. Non perché non mi piacciano i videogiochi, anzi. Sono un appassionato da praticamente sempre, ho 35 anni di esperienza nel gaming su decine di piattaforme. Eccolo, l’inghippo: ne so troppo. Perché l’ho vissuto.

A differenza di altri media più “stagionati”, i videogame hanno una storia meno controversa e più lineare. E’ quindi piuttosto semplice tracciare le tappe dell’evoluzione, che poi è quello che fa High Score, al netto delle incursioni in generi specifici (RPG, picchiaduro, ecc…). I sei episodi arrivano fino alla nascita dei giochi in 3D (1993), quindi lasciano ancora molto da raccontare. E’ prevedibile che avremo almeno un’altra stagione.

SHOWRUNNER
William Acks, France Costrel, and Sam LaCroix
CAST
n.a.
GENERE
Documentario
STAGIONIxEPISODI
1x06
PIATTAFORMA
Netflix
Our Score
7
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Ogni episodio di High Score è fondato su tre elementi: il primo segue sempre un tema di base, come l’ascesa della Nintendo o il trend dei picchiaduro nei primi anni ’90. Il secondo cerca di inserire quel tema in un segmento sulle all’epoca primordiali competizioni di gaming, un racconto arricchito dall’intervista al vincitore di turno che a volte sembra calzare a pennello con la storia, altre volte assomiglia più ad uno spottone per l’attuale (e ricchissimo) business degli eSports. Il terzo elemento è un pezzo di storia mai raccontato, che mostra persone che hanno avuto un impatto ma che non vengono ricordate, neanche dagli addetti ai lavori. E’ chiaro che questo non riguarda personaggi come Shigeru Miyamoto oppure Trip Hawkins, ma l’ingegnere di colore che ha partecipato al primo progetto di console con cartucce, oppure l’inventore del primo gioco LGBTQ. Si tratta pur sempre di una produzione Netflix, quindi la diversificazione assume un ruolo importante, a volte tale da cambiare la percezione della Storia.

Da questo punto di vista, High Score riesce ad essere arruffato e al tempo stesso omissivo. Nessuna menzione al fatto che l’avvocato Kirby della Nintendo, negli anni Sessanta, fosse stato in prima linea per i diritti degli afroamericani. Non c’entrava nulla con il gaming? Però c’entrava molto con l’inclusione di una minoranza. Come spiegare invece il tratteggio “di parte” della guerra Sega-Nintendo? Nell’episodio dedicato si ha la percezione che il Genesis/Megadrive ebbe la meglio, tuttavia sappiamo che, nel lungo periodo, la Super Nintendo si sarebbe rivelata più longeva, e che dopo il fallimento Dreamcast la Sega si sarebbe limitata a realizzare videogame. Per fortuna, a differenza di altre docuserie Netflix come The Last Dance, non si assiste ad una vera rilettura storica monodirezionale. In ogni caso, se volete approfondire il tema delle console wars, vi consiglio di leggere l’omonimo libro di Blake Harris.

Ma, ripeto, forse non sono il target ideale per questa serie. Facendo meno caso al dettaglio e lasciandosi trasportare dal racconto e dalle interviste, High Score si rivela molto coinvolgente e divertente. Tutta la titolistica e i commenti musicali sono allineati su una tipica esperienza da sala giochi anni ’80, come se stessimo in uno spin off di Stranger Things. L’egual importanza data ai creatori e ai giocatori può sembrare eccessiva, ma restituisce la dignità dell’esperienza di gioco come parte essenziale per la realizzazione di nuovi titoli. Pur non dimenticando di citare limiti e innovazioni tecniche, l’impostazione della creazione dei giochi assomiglia più ad una disciplina artistica, quasi magica. Non si vede una riga di codice, ma mappe e bozzetti su carta. E’ un’umanizzazione che funziona, e che eleva un’attività in precedenza ghettizzata, a una forma di arte.

Per chi ama il gaming, ma non ne sa troppo
High Score è una docuserie che potrebbe lasciare perplessi gli hardcore gamers di una certa età, ma che ha comunque il pregio di raccontare una storia divulgativa con i toni coinvolgenti e divertenti tipici di un videogame.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Le storie di contorno
Il ritmo coinvolgente
Alcuni episodi spiccano...
Cosa non funziona
...ma altri deludono
L'accuratezza storica è carente
7