
- Genere: Commedia , Drammatico
- Showrunner: David E. Kelley
- Cast: Elle Fanning , Michelle Pfeiffer , Nick Offerman , Nicole Kidman , Greg Kinnear
- Stagioni: 1
- Episodi: 8
- Durata media episodi: 39 min
Sinossi: Rimasta incinta, lโaspirante scrittrice Margo Millet รจ costretta a lasciare il college e a fare i conti con gravi difficoltร economiche. Ma quando ricompare suo padre, un ex wrestler professionista che non vedeva da tempo, Margo scopre un modo sorprendente per far fruttare il suo talento nella narrazione.
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Recensione
David E. Kelley รจ in giro da parecchio tempo. Praticamente da quando la televisione si guardava ancora nei tubi catodici con la manopola dei canali e gli avvocati di Boston risolvevano crisi esistenziali tra arringhe iperboliche e balletti nei bagni unisex. Bisogna essere onesti: nella sua sterminata carriera non le ha imbroccate tutte. Per ogni Ally McBeal o prima stagione folgorante di Big Little Lies, cโรจ sempre stato dietro lโangolo un polpettone giudiziario bolso, un thriller per signore dellโalta borghesia con troppi cappotti di cashmere (The Undoing, parliamo di te) o un melodramma stanco pronto a sgonfiarsi al terzo atto.
Eppure, proprio quando pensavi di aver catalogato Kelley nello scaffale degli artigiani di lusso un poโ bolliti, lo showrunner di Waterville piazza lo scarto laterale che non ti aspetti. Prende il romanzo omonimo di Rufi Thorpe, si allea con la scuderia A24 e confeziona per Apple TV+ un dramedy che butta alle ortiche i salotti dell’alta societร californiana per scendere nel fango glorioso, polveroso e precario della provincia americana.
Margo ha problemi di soldi (Margo’s Got Money Troubles) รจ un colpo a segno: una serie dallโestetica volutamente retrรฒ, sporca il giusto, calda, dove la tecnologia piรน recente del capitalismo digitale si scontra a muso duro con i fantasmi analogici della cultura pop di fine Novecento. Il risultato รจ l’ennesima conferma di un paradosso ormai consolidato: mentre le altre piattaforme fanno rumore con budget faraonici e algoritmi senzโanima, alcune delle migliori serie televisive contemporanee continuano a nascondersi in bella vista nel catalogo di Cupertino.
Il motore immobile โ o meglio, perennemente in debito d’ossigeno โ di questa storia รจ un trio di interpreti in stato di grazia, capace di generare un’alchimia comica e umana rarissima.
Al centro cโรจ Margo Millet, incarnata da una Elle Fanning che si conferma una delle attrici piรน poliedriche e intelligenti della sua generazione. Ventenne, studentessa universitaria finita a letto con il suo professore di lettere (un Michael Angarano magnificamente inetto nel suo infantilismo accademico), Margo si ritrova madre single di un neonato, senza un centesimo, con il padrone di casa che bussa alla porta e un conto in banca che sembra una lapide. La sua risposta alla disperazione non รจ il piagnisteo, ma la decisione piรน pragmatica che una ventenne del ventunesimo secolo possa concepire: aprire un account su OnlyFans.
Ma Margo non sarebbe la gemma eccentrica che รจ senza il contorno familiare. Da un lato cโรจ Shyanne, interpretata da una monumentale Michelle Pfeiffer. Veder recitare la Pfeiffer oggi รจ un evento: una star assoluta degli anni Ottanta e Novanta che da tempo centellina le apparizioni per dedicarsi ad altro (tra business di profumi e meritatissimo distacco divistico) e che, visto che il progetto รจ del marito David, qui accetta di sporcarsi le mani nel ruolo di una ex cameriera di Hooters, cinica, iper-pratica, truccata pesante e disillusa su qualsiasi favola romantica. Shyanne ha cresciuto Margo a forza di sarcasmo e sopravvivenza, ma sotto la corazza da leonessa disincantata nasconde una vulnerabilitร materna struggente.
Dall’altro lato della barricata compare Jinx, il padre di Margo, a cui Nick Offerman regala una delle sue prove piรน memorabili. Jinx รจ un ex wrestler professionista degli anni Novanta, un veterano dei circuiti indipendenti devastato dai colpi alla testa, acciaccato nel fisico ma soprattutto ancora instancabilmente dedito a farsi di qualsiasi sostanza gli capiti a tiro per mettere a tacere i dolori e la depressione. Quando Jinx, sfrattato e senza meta, va a vivere con la figlia per aiutarla con il bambino, accade lโimponderabile: il mondo del ring professionistico diventa il manuale dโistruzioni definitivo per dominare lโalgoritmo di internet.
Il lampo di genio narrativo sta proprio in questo cortocircuito: spiegare la creator economy attraverso le regole ferree del catch wrestling. Jinx non sa cosa sia una piattaforma di streaming, ma conosce alla perfezione la kayfabe โ lโillusione scenica in cui finzione e realtร si fondono a beneficio del pubblico pagante. Sa cosa significa costruire una gimmick (un personaggio), sa come si lavora da babyface (lโeroe) per farsi amare o da heel (il cattivo) per farsi odiare e monetizzare lโodio, e sa soprattutto che il pubblico non compra la nuditร banale, ma una storia in cui credere.
ร qui che la serie si smarca con decisione da quasi tutti i prodotti contemporanei che hanno provato a raccontare il fenomeno OnlyFans. Se cercate una visione cupa, voyeuristica, disperata e fondamentalmente superficiale delle piattaforme digitali, cโรจ giร Euphoria con i suoi neon laccati e il suo catalogo di traumi adolescenziali a buon mercato. Margo, al contrario, sceglie una strada molto piรน complessa, umana e positiva. Non c’รจ traccia di moralismo bacchettone da talk show pomeridiano, nรฉ di compiacimento tragico.
Davanti alla webcam, la Margo di Elle Fanning non รจ una vittima da compatire, ma una donna che scopre il potere di controllare la propria immagine e la propria narrazione. Fanning cesella il personaggio alternando ferocia e tenerezza con un controllo millimetrico: quando sorride a favore di camera o quando si acciglia studiando la prossima mossa per intrattenere i suoi abbonati, ciรฒ che vediamo non รจ il degrado, ma un atto di faticosa, spassosa autodeterminazione proletaria. La telecamera diventa un palcoscenico teatrale, una trincea in cui difendere il diritto di nutrire suo figlio e tenere un tetto sopra la testa.
Kelley, coadiuvato da una regia che privilegia i toni caldi, i primi piani espressivi e una colonna sonora mai invasiva, orchestra il racconto con una scansione impeccabile. Gli otto episodi scivolano via senza quei tempi morti che spesso affliggono le produzioni da streaming dilatate artificialmente. Ci sono cosรฌ tante interpretazioni intense, comprimari azzeccati (compresa una gustosa apparizione di Nicole Kidman nei panni di un improbabile avvocato con trascorsi sul ring) e personaggi secondari scritti con cura, che la serie resta avvincente dall’inizio alla fine.
E tra questi due estremi โ la partenza nella miseria piรน nera e l’approdo a una bizzarra stabilitร โ si consuma un’esperienza emotiva selvaggia, sfacciata, a tratti esilarante e a tratti profondamente commovente. La forza dello show risiede proprio nella sua capacitร di non prendersi mai troppo sul serio senza perรฒ sminuire il peso reale delle bollette non pagate, dei debiti studenteschi che soffocano unโintera generazione e del senso di solitudine che accompagna la prima maternitร .
Non tutto รจ perfetto, sia chiaro: qua e lร la mano classica di Kelley riaffiora in qualche snodo di trama fin troppo conveniente, dove i nodi si sciolgono con una rapiditร che appartiene piรน alle rassicuranti sitcom d’altri tempi che al realismo della commedia d’autore. Inoltre, la satira su certi aspetti del mondo accademico e della provincia americana rischia a tratti di adagiarsi su caricature giร viste. Ma sono sbavature minori all’interno di un quadro complessivo che brilla per vitalitร e onestร emotiva.
Speriamo bene per il prosieguo (la serie รจ giร stata rinnovata).
