
- Genere: Horror
- Showrunner: John Logan
- Cast: Harry Treadaway , Billie Piper , Eva Green , Timothy Dalton , Josh Hartnett
- Stagioni: 3
- Episodi: 27
- Durata media episodi: 60 min
Sinossi: Penny Dreadful è una serie televisiva statunitense e britannica di genere horror, ideata da John Logan e trasmessa su Showtime. Ethan Chandler è un esibizionista americano molto abile nell’uso di armi da fuoco, anche per questo viene assunto da Vanessa Ives che gli affida un lavoro notturno. In realtà la donna assieme a Sir Malcolm Murray è coinvolta nella caccia ad una strana creatura che ha rapito la figlia di Sir Malcolm, Mina Murray. Ethan rimane un po’ stranito dagli eventi, ed ha qualche perplessità se continuare o meno con la coppia. Lui è maggiormente interessato a scoprire la natura di questi esseri, si mette così in contatto con il dottor Victor Frankenstein. Victor ha generato una creatura umana dalla mente infantile, Proteo a cui fa da padre, ma che viene ucciso dal suo primogenito, abbandonato da Victor alla nascita, conosce prevalentemente rabbia e odio.
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Trailer
Recensione
Immaginate di entrare in un salotto vittoriano illuminato da candele tremolanti: da un lato Dorian Gray che sorseggia assenzio, dall’altro un vampiro che non ha ricevuto l’invito, e in mezzo Eva Green che, con uno sguardo, riesce a catalizzare più tensione di qualsiasi creatura soprannaturale. Penny Dreadful è esattamente questo: un caleidoscopio gotico che mette insieme personaggi iconici della letteratura ottocentesca e li rimescola in un dramma teatrale intriso di sesso, sangue e filosofia oscura.
La serie non punta a spaventare con jump scare banali, ma con un’atmosfera densa e opprimente, fatta di corridoi silenziosi, rituali occulti e confessioni sussurrate. L’ambientazione londinese è un personaggio a sé: cupa, sporca, ma irresistibilmente affascinante. È il terreno fertile dove Frankenstein, Van Helsing e compagni possono convivere senza sembrare figurine incollate a forza nello stesso album.
Il vero cuore pulsante, però, è la recitazione. Eva Green domina lo schermo con una performance che oscilla tra il delirio mistico e la vulnerabilità più umana; Josh Hartnett sorprende con un ruolo stratificato e meno stereotipato del previsto; mentre Timothy Dalton dimostra che l’ex James Bond può benissimo essere un cacciatore di demoni dall’animo tormentato. Ogni attore sembra divertirsi in questo carnevale dell’orrore, e il pubblico con loro.
Certo, non tutto fila sempre liscio. La scrittura, in alcune stagioni, indulge in digressioni e sottotrame che sembrano più esercizi di stile che tasselli narrativi indispensabili. Alcuni personaggi entrano in scena con grande impatto, salvo poi svanire o essere liquidati troppo in fretta. È come se la serie, nel suo eccesso barocco, si perdesse ogni tanto tra le pieghe del proprio mantello di velluto.
