SOGGETTO E SCENEGGIATURA
Natasha Lyonne, Leslye Headland e Amy Poehler
GENERE
Commedia nera
CAST
Natasha Lyonne, Charlie Barnett, Greta Lee, Yul Vazquez
PIATTAFORMA
Netflix

Russian Doll si presenta con un pregiudizio positivo: è una produzione di otto episodi da mezz’ora ciascuno, quindi decisamente più concisa della media delle attuali serie TV, quasi una mini-serie, o qualcosa che potete consumare in binge-watching in un weekend. Ultimamente è diventato molto difficile e impegnativo, visto il ritmo di produzione di Netflix e Prime Video, seguire tutto con la dovuta attenzione, e farlo con serie da dieci episodi da almeno un’ora ciascuno lo è ancor di più.

Questa serie, creata dalla protagonista Natasha Lyonne, da Leslye Headland e Amy Poehler, non si perde in inutili meline, non va fuori tema dal raccontare una storia, una sola, la singola storia che sorregge l’intera trama e che si ripete con cadenza ossessiva. Il pitch narrativo è simile a quello di Ricomincio da capo, storico film anni ’90 con Bill Murray: una donna di nome Nadia (Lyonne) continua a morire e si sveglia ogni volta nel bel mezzo della sua festa per il trentaseiesimo compleanno.

Come potete immaginare, si tratta di un ottimo pretesto per scoprire la personalità di Nadia attraverso le sue relazioni, le sue manie ed il suo passato. E’ un ritratto intransigente di una donna imperfetta e incasinata che ha più bisogno di esaminarsi di quanto sia disponibile ad ammettere, senza per questo sacrificare la sua intelligenza, l’arguzia, l’egoistica autoreferenzialità che la caratterizza.

Russian Doll è uno show femminista scritto e diretto da donne che non hanno la necessità di chiedere scusa per se stesse

E’ uno show femminista nel senso più asettico del termine (può esistere un femminismo non polarizzato? Da approfondire), scritto e diretto da donne che non hanno la necessità di chiedere scusa per se stesse, e che raccontano una donna alle prese con ostacoli surreali difficili (la sua morte!) per riconquistare ogni volta un pezzo di se stessa. E’ una serie TV con una protagonista donna dal carattere forte che non debba essere anche un esempio morale. E’ una serie TV Netflix che avrebbe potuto essere prodotta da qualsiasi altro network, ma che comunque è conforme all’estetica Netflix e ai suoi casting così ligi alla diversità etnica.

Soprattutto, a differenza di molte altre serie Netflix, non ha paura di osare, come Nadia che inizia a testare le sue morti per capire di più. Inizia come un gioco, Russian Doll, e si trasforma in qualcosa di molto più intenso e coinvolgente. L’introduzione, a metà stagione, del personaggio di Alan () la salva dall’essere un mero esercizio di stile e la porta su un livello più avvincente.

Resisterà alla prova del tempo solo se manterrà la sua natura episodica, e se i suoi creatori rinunceranno alla tentazione di una seconda stagione.