31 Ottobre 2022

Return to Monkey Island

Return to Monkey Island

Genere: Avventura Punta e Clicca

Sviluppatore: Terrible ToyBox

Distributore: LucasArts (Disney)

Piattaforme: PC, Nintendo Switch

Data pubblicazione: 19 Settembre 2022

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Recensione

Return to Monkey Island segna il ritorno di Ron Gilbert in sella al franchise che ha lanciato nel 1990, a trent’anni di distanza da LeChuck’s Revenge. La parola “ritorno” è molto importante (e l’ho già usata tre volte…) per capire il contesto e il sottotesto di quest’operazione, per la quale Gilbert ha riunito una parte sostanziale del team originario, David Grossman su tutti.

Quest’avventura è ambientata in quella che Gilbert ha definito una timeline “amorfa”, che segue gli eventi di Monkey Island II, ma al tempo stesso importa elementi narrativi dai capitoli successivi, ogni volta che lo ritiene opportuno. Ciò significa che i fan di lunga data possono, ad esempio, salutare con piacere il ritorno di Murray, il teschio demoniaco. Tutto questo è racchiuso in una trama che segue un percorso familiare: Guybrush Threepwood è ancora una volta alla ricerca del segreto di Monkey Island e deve raggiungerla, ovviamente una volta che avrà assemblato un equipaggio e una nave.

Se questa premessa potrebbe far pensare ad un titolo nostalgico, le cose sono un po’ più sfumate di così. A differenza di Thimbleweed Park, Return to Monkey Island fa i conti con il tempo che è passato. ROTMI è talmente attuale che c’è una gag sul COVID. La gag, che coinvolge due pirati che negano con veemenza qualsiasi delle cosiddette “scienze” sullo scorbuto, mostra l’espressa intenzione di adattare il gioco ai giorni nostri. Questo è un Monkey Island che ha un sistema di suggerimenti. Un Monkey Island con una configurazione del controller molto più agevole. Ma è anche un gioco che cerca di catturare l’essenza di un viaggio iniziato nel lontano 1990, una storia che ora è destinata a concludersi. E’ un Monkey Island che vuole essere Monkey Island accettando il fatto di non essere più un genere mainstream, bensì di nicchia, che verrà giocato da persone adulte, trenta-quarantenni che conoscono già il genere “punta e clicca”.

Lo stile grafico è immediatamente accattivante, con un’estetica da libro illustrato “distorta”. Gli edifici sporgono nel paesaggio in modi architettonicamente impossibili, mentre gli animali strisciano sullo sfondo e c’è sempre una fiamma di torcia che danza nella brezza. Questo è un gioco a cui molti fan avranno giocato da bambini e ora il comparto visivo sembra ancor più vicino al tono stravagante di Monkey Island. La colonna sonora adattiva presenta tutti i temi classici, trovando il giusto equilibrio tra rilassanti ritmi tropicali sugli enigmi e un sound accattivante dove necessario. Nota importante: i dialoghi brillanti di Monkey Island sono intatti. Anche se raramente è divertente da ridere a crepapelle, le battute tra le righe e i giochi di parole funzionano alla grande.

Trailer e GamePlay

Return to Monkey Island
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Il Verdetto
"Return to Monkey Island" evoca nostalgia senza essere nostalgico, e gioca sul sicuro con il proprio pubblico.
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